Un parco al tramonto, una coperta sull’erba, una chitarra che respira e una voce che si allunga tra gli alberi. Alla 18ª edizione di Donne In·Canto, Helena Hellwig e Giovanni Ghioldi trasformano una merenda in un viaggio che parla di donne, canzoni e cambiamento sociale.
C’è un orario semplice da ricordare: ore 17.30. Il luogo è il Parco di Villa Burba, ingresso da Porta Est, Corso Europa 291, Rho. Il formato è chiaro: “Una merenda con voce e chitarra”. La data di apertura delle prenotazioni è certa: dal 25 luglio sul sito ufficiale di www.donneincanto.org. Il contesto è la 18ª edizione di Donne In·Canto, rassegna che ogni anno sceglie la qualità e racconta la scena femminile con uno sguardo ampio sul presente.
Il duo è composto da Helena Hellwig (voce) e Giovanni Ghioldi (chitarra acustica). La formula è essenziale e, proprio per questo, esige ascolto. La dimensione all’aperto invita a un contatto diretto con il suono. Niente orpelli. Solo timbro, respiro, tocco.
Il concerto propone una rilettura di brani iconici della musica italiana, con alcune gemme internazionali. Non è una gara di virtuosismo. È un lavoro di scavo. Ogni canzone diventa un frammento di memoria collettiva. Il progetto mette al centro il ruolo e l’evoluzione della presenza femminile nel panorama musicale. Parliamo di interpreti, autrici e compositrici che hanno scritto cambiamenti reali. Le scelte di repertorio vogliono mostrare come una voce possa aprire spazi culturali. Come una strofa, a volte, anticipi un mutamento sociale.
La narrazione non si ferma alla cronaca. Collega epoche e stili con passaggi morbidi. Una ballata degli anni Ottanta si specchia in un brano di oggi. Un ritornello leggero svela un sottotesto forte: lavoro, libertà, identità. La voce di Hellwig muove con naturalezza tra intimismo e dichiarazione. La chitarra di Ghioldi crea stanze luminose dove i testi respirano. L’equilibrio è netto: niente cornici ridondanti, molto spazio al significato.
Il festival accompagna questo percorso con un’attenzione costante ai suoi “fuoriclasse” dello strumento. Nel 2021 c’è stata la “personale” dedicata a Massimo Germini. Nel 2022 a Ros Cazzaniga. Nel 2023 a Renato Caruso. Quest’anno la “personale” celebra Giovanni Ghioldi, musicista dal suono riconoscibile, qui affiancato dalla presenza scenica intensa di Helena Hellwig. Sono tre gli appuntamenti in calendario con il duo. I dettagli delle altre date non sono ancora pubblici al momento della stesura; il festival annuncerà i particolari sui canali ufficiali.
C’è un aspetto che convince, più dei nomi. La promessa di un ascolto attivo. Il concerto non chiede applausi a tempo. Chiede domande. Chi ha scritto questa canzone? Cosa racconta davvero quel ritornello? Perché un brano nato in un altro decennio oggi parla ancora a chi ha vent’anni?
Sul piano pratico, la prenotazione online dal 25 luglio è la via più rapida per assicurarsi il posto. L’orario pomeridiano facilita famiglie e chi lavora su turni. Il parco aggiunge un valore semplice: stare insieme, senza filtri.
Poi, quando il sole cala e la città si fa più quieta, succede la cosa che resta. Una frase cade giusta. Una nota resta sospesa sull’erba. E tu pensi: quali canzoni porteresti con te, se domani dovessi spiegare a qualcuno chi sei?
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