Streaming illegale, è arrivata l’ora X: addio alla visione delle partite

Lo streaming illegale avrà vita breve, Agicom intende smantellare la rete e impedire la visione delle partite piratate. 

Il mondo delle Iptv sta per subire una rivoluzione decisa dall’Agicom. La visione illegale delle partite non è più ammissibile.

streaming
Eco di Milano

La pirateria è una piaga della società italiana che, però, fa felici innumerevoli persone. Presto il sorriso sparirà dato che l’Autorità per le garanzie nelle comunicazioni ha annunciato un cambiamento rivoluzionario. Ci sarà una stretta, questa la decisione presa il 20 dicembre 2022 in una consulta. L’offerta dello streaming illegale dovrà essere combattuta in maniera più decisa con particolare riferimento alle partite di calcio e ad altri sport. Intento dell’Agicom è applicare il Regolamento sul diritto d’autore online sulle partite in streaming in maniera più intensiva. La richiesta dell’Autorità è di far pervenire entro 45 giorni il parere di tutti i soggetti interessati sulle modalità di lotta allo streaming.

Streaming illegale, l’addio è vicino?

Le Forze Armate sono da tempo alle prese con vaste operazioni riguardanti le Iptv ossia i sistemi che consentono di guardare i canali televisivi sfruttando il protocollo TCP/IT della connessione internet. Ora Agcom aumenta la stretta per mettere in atto azioni di controllo più efficaci contro la pirateria rafforzando i poteri di intervento per combattere operazioni illegali.

L’obiettivo è tutelare la rete legale dello streaming e proteggerla dalla rete illegale che è arrivata a contare più di 900 mila utenti nell’ultima rilevazione. Questa enorme rete è stata smantellata ma ha reso necessario un intervento di più ampia portata. Sono state 70 le persone indagate ma la Polizia sa bene che il sistema è molto più vasto. Basti pensare che i profitti generati sono stimati intorno ai 10 milioni di euro costando, però, 267 milioni di euro ai servizi legali.

Cosa succederà agli utenti?

Nei piani di Agcom l’attuazione di un sistema che impedisca agli utenti di prendere visione dei contenuti streaming illegali. L’accesso, dunque, dovrebbe essere bloccato come primo passo per contrastare il fenomeno dilagante. Sono sempre più i cittadini che scelgono la visione illegale non valutando le conseguenze. Qual è il motivo? Alla base i costi dei servizi legali che stanno diventando sempre più elevati e impossibili da sostenere per le famiglie. A fronte di un risparmio, però, si rischiano conseguenze gravi.

Se la diffusione di una partita, ad esempio, è a scopo di lucro la pena è la reclusione da sei mesi a tre anni con una multa che va da 2.582 euro a 15.493 euro. Se, invece, non c’è scopo di lucro l’utente se la caverà con una sanzione compresa tra 51 e 2.065 euro.

Gestione cookie