Il gas dà i numeri: prezzi pazzi con l’inverno, cosa sta succedendo

Il mercato del gas non è mai stato così instabile. Il crollo di queste settimane non solo sarà momentaneo ma è indicatore di una situazione indecifrabile.

 

A star dietro all’andamento dei mercati si rischia di capirci poco. Specie quando si parla di energia e del saliscendi dei prezzi in un momento di inflazione. Un dettaglio che, nei mesi scorsi, ha portato il gas a toccare costi storici per poi frenare improvvisamente la sua marcia.

Gas prezzi
Foto: Canva

Il timore della batosta in bolletta, fin qui, si è concretizzato solo in parte. I rincari ci sono stati, con una revisione al ribasso delle percentuali di aumento da parte dell’Arera ma con la sgradevole sensazione che il peggio non solo debba ancora venire ma che porterà in dote tutto quanto non è stato scontato in ottobre. Del resto, non solo l’inverno non è ancora arrivato ma le temperature attuali fanno dubitare persino che sia arrivato l’autunno. Una situazione che, se da un lato ritarderà inevitabilmente il primo utilizzo dei riscaldamenti, dall’altro preoccupa per il perdurare di un meteo decisamente più in linea con il periodo estivo. Certo è che l’inverno prima o poi arriverà e, a quel punto, avremo la vera contezza di quale sarà lo sforzo economico richiesto.

Come detto, però, la sensazione è che sarà un inverno decisamente complicato. E non tanto, o non solo, per le condizioni di rincaro già messe in conto. Gli esperti, infatti, monitorando il prezzo del gas hanno notato una situazione piuttosto particolare, tale da rendere pressoché imprevedibili gli effetti sulle bollette dei prossimi mesi. Una combinazione esplosiva fra caro vita, crisi pandemica e inflazione, che accresce in modo esponenziale la preoccupazione delle famiglie italiane. E, naturalmente, anche delle imprese.

Bollette folli, l’inverno del gas sarà un incubo: le previsioni degli esperti

Il rischio maggiore, secondo gli analisti, è quello dei cosiddetti “prezzi fluttuanti”. Ossia, un’instabilità tale da rendere praticamente impossibile, o quantomeno estremamente difficile, ipotizzare un andamento approssimativo dei costi in bolletta. In sostanza, si tratti di aumenti o riduzioni, non solo sarà complicato prevederlo ma anche capire perché effettivamente accadano situazioni di questo tipo. Se si pensa che, nel mese di agosto, il prezzo del gas aveva raggiunto livelli storici, suona quantomeno bizzarro che, al momento, il costo viaggi su un 70% in meno rispetto ai massimi. Ora come ora, l’andamento del gas può essere paragonato a quello di giugno, ossia prima che la Russia chiudesse definitivamente i rubinetti. Eppure, secondo gli esperti è meglio non abituarsi. Si tratterebbe infatti di un’anomalia da interpretare come prova dell’andamento pazzo dei mercati.

Caos invernale

Le possibili conseguenze sono abbastanza evidenti: per le famiglie italiane, ci si potrebbe trovare di fronte a bollette mostruose un mese e ad altre meno esose quello successivo. Il crollo del prezzo del gas (certificato dai 2,25 dollari con i quali si scambiava qualche giorno fa in Texas) non è estraneo all’anomalia delle temperature europee. Condizione che ha reso decisamente poco necessario il ricorso ai riscaldamenti. Con un effetto diretto sulla domanda, diversa rispetto a quella attesa. Senza contare che la maggior parte dei Paesi europei ha ormai raggiunto il livello massimo di approvvigionamento per quel che riguarda gli stoccaggi, altro fattore che ha contribuito ad abbassare la domanda. Qui, però, emerge l’incognita di cui si parlava. L’instabilità del mercato è solo momentanea e il rialzo è atteso già a partire dai primi freddi.

Entra nel gruppo offerte di lavoro, bonus, invalidità, legge 104, pensioni e news

Ricevi ogni giorno gratis news su offerte di lavoro ed economia


  1. Telegram - Gruppo

  2. Facebook - Gruppo

Le oscillazioni future, in pratica, non solo potrebbero riequilibrare la situazione ma addirittura stravolgerla. Ancora peggio se la guerra in Ucraina dovesse proseguire a oltranza, eventualità purtroppo molto probabile. A questo proposito, alcuni Paesi non riusciranno a compensare con il loro stoccaggio lo stop delle forniture russe. È il caso di Paesi produttori, come Norvegia e Stati Uniti, per i quali il problema del gas sarà praticamente doppio, in quanto presente sia sul mercato interno che sui canali di esportazione. Un’isteria di mercato che, a quanto pare, provocherà sconquassi nei mesi che verranno.