La notifica spaventa gli italiani, attenzione: “Soggetto a procedimento penale”

Gli ultimi tempi presentano una condizione per il cittadino forse nemmeno mai immaginata. Il pericolo risiede ovunque in ogni aspetto del quotidiano.
Oggi più che mai la situazione nel nostro paese è realisticamente al limite. Le condizioni generali sono gravi, le difficoltà dei cittadini costanti. Negli ultimi tempi anche soltanto fare la spesa è diventata una vera e propria impresa. Disagi su disagi che crescono nel quotidiano di pari passo all’acuirsi di una crisi che nessuno immaginava potesse abbattersi in questi termini. Il disagio è profondo, i cittadini, spesso sono costretti ad arrendersi.
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Il rischio costante per i cittadini non è soltanto quello della vita reale, con i prezzi dei beni alimentari, ad esempio, schizzati alle stelle, carburanti dagli importi ormai insostenibili che costringono i cittadini a non utilizzare l’automobile, oppure bollette ormai raddoppiate per quel che riguarda luce e gas che spesso portano i cittadini all’immobilismo più totale. Fatture alla fine non pagate, impossibilità di sostenere, insomma i costi del quotidiano.

Il pericolo, però, non è soltanto quello della vita reale, negli ultimi tempi un nuovo rischio, spesso silenzioso, non fisico si nasconde tra le maglie del quotidiano. Arriva dal web, dove ogni giorno flotte di malfattori provano ad approfittare di tutte le situazioni possibili ed immaginabili. In questa fase, con la crisi in atto, il tutto sembra sia in qualche modo aumentato a dismisura. L’impostazione pratica della dinamica in questione segue quasi sempre lo stesso copione, la stessa radicata presentazione, per cosi dire.

L’utente, potenziale vittima in questione, si trova di fronte un messaggio dai toni accattivanti. La comunicazione di un vantaggio da acquisire, un premio vinto ad esempio, magari ad un concorso che la vittima potenziale nemmeno ricorda, un buono sconto da ritirare per essere stato sorteggiato a caso, un bonus spesa per uno specifico store. Contenuti che insomma richiamano su di se l’attenzione di chi legge, con lo scopo di portare la stessa attenzione su altro.

In molti casi, poi, gli stessi contenuti possono essere riferiti ad esempio a questioni molto più seri. Una problematica bancaria, il blocco del proprio profilo Inps o dello SPID. Situazioni in cui l’utente, preoccupato procede cosi come indicato per risolvere il prima possibile la problematica stessa. In questo caso entra in gioco il link sempre presente alla fine della comunicazione. Attraverso lo strumento in questione, il malintenzionato può guidare la vittima verso quelli che sono i suoi subdoli obiettivi. Rubare informazioni personali o addirittura soldi.

Pagine fake costruite ad arte simulano ad esempio quella della banca d’appartenenza della vittima che ignara del rischio provvederà a legittimare inserendo le proprie credenziali. In quel momento, il truffatore, avrà a adisposizione, per dire, l’intero saldo dell’utente. Di recente, però, uno dei messaggi truffa più in voga propone ben altro. Una notifica dai toni abbastanza preoccupanti che fa riferimento al rischio di un procedimento penale a carico dello stesso utente in questione. La preoccupazione, di conseguenza diventa davvero tanta.

La falsa notifica spaventa i cittadini: il contenuto mette davvero i brividi

Le segnalazioni sono arrivate copiose alla Polizia Postale. Riguardano tutte una particolare comunicazione che spaventa non poco i cittadini. La mail in questione, risulta essere firmata da tale Luigi Pradella, fantomatico Ispettore Capo della Polizia Postale, insieme, inoltre ad una certa Catherine De Bolle, sedicente direttrice di Europol e capo della “Brigata Protezione Minori”. All’utente, insomma, arriva la comunicazione del rischio di un procedimento a suo carico per il reato di pedofilia.

Nella stessa comunicazione viene chiesto all’utente di fornire una giustificazione alle presunti accuse entro il termine di 72 ore. Le stesse giustificazioni, si legge dalla comunicazione saranno” esaminate e verificate per valutare eventuali sanzioni”. In caso contrario”. Successivamente, poi il rapporto sarebbe stato inviato al Procuratore della Repubblica presso il tribunale specialista in criminalità per stabilire un mandato di arresto contro di lo stesso utente. Possiamo soltanto immaginare la reazione di un povero cittadino che di colpo vede piombarsi addosso tali accuse. La tentazione di seguire tutti i passi indicati risulta forte e di conseguenza la probabile sottrazione di informazioni personali. La truffa è di fatto questa.

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