Pignoramento, non è detta l’ultima parola: come impedirlo

Una procedura di pignoramento può essere annullata a determinate condizioni. Scopriamo quali per evitare di perdere beni e soldi.

Stipendi, pensioni, immobili, conti correnti, l’espropriazione forzata è un atto definitivo che può, in specifici casi, essere annullato.

pignoramento
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Prima di arrivare ad un pignoramento c’è un lungo percorso fatto di avvisi e notifiche di pagamento. Nel momento in cui, però, il debitore ignora un sollecito di troppo, allora sarà possibile per il creditore procedere con l’espropriazione forzata dei beni per recuperare la somma spettante. In base all’entità del debito potranno essere pignorati il conto corrente oppure la pensione, una casa di proprietà oppure lo stipendio. Per quanto riguarda la causa a monte dell’espropriazione può essere una multa, un debito fiscale non corrisposto, cartelle esattoriali non pagate, sanzioni amministrative e così via. Quando il debito si ha nei confronti dell’Agenzia delle Entrate è possibile bloccare il pignoramento od opporsi alla confisca dei beni a specifiche condizioni.

Pignoramento, come bloccarlo prima di perdere soldi

Il pignoramento si può bloccare chiedendo la rateizzazione del debito prima che il procedimento venga notificato. La richiesta di pagare a rate prevede un iter molto semplice. Basterà inviare un’istanza all’Agenzia delle Entrate-Riscossione a condizione che l’importo del debito sia inferiore a 120 mila euro. In caso di somme superiori a tale limite, per ottenere la rateizzazione occorrerà dimostrare di versare in difficoltà economica.

Nel momento in cui la richiesta viene accordata, tutti i pignoramenti in atto vengono immediatamente sospesi tranne nel caso in cui si sia già arrivati al punto di vendere il bene immobile o all’esecuzione dell’assegnazione delle somme pignorate da parte di un Giudice. Il contribuente dovrà pagare ogni rata in tempo pena la decadenza della dilazione saltando o ritardando il pagamento di otto rate anche non consecutive.

Quando è consentita l’opposizione

Il debitore ha la possibilità di opporsi al pignoramento nel caso in cui le condizioni dell’espropriazione (tempistiche, importo pignorabile, beni pignorabili… ) non dovessero essere state rispettate oppure se la notifica del titolo base non risulti essere avvenuta in modo corretto. L’opposizione dovrà essere presentata al Giudice di competenza territoriale congiuntamente con il ricorso.

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Qualora il pignoramento sia avvenuto presso terzi – un datore di lavoro ad esempio – nel giudizio di opposizione dovrà sussistere un litisconsorzio necessario. Significa che sarà necessaria la partecipazione di tutte e tre le parti coinvolte nell’iter ossia il debitore, il creditore pignorante (l’Agenzia delle Entrate) e il terzo pignorato (il datore di lavoro nel nostro esempio). In caso contrario il processo verrà considerato nullo.