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Pos obbligatorio? Non per tutti a quanto pare: dove possono rifiutarlo

Published by
Antonio Pilato

In alcuni casi il pos obbligatorio può essere raggirato. Andiamo a vedere quando non è così e soprattutto per quali motivi ciò è possibile

Dallo scorso 30 giugno è stato introdotto l’obbligo di possedere le apparecchiature che consentono ai clienti di poter pagare con carte o bancomat.

Fonte Adobe Stock

L’obbligo di pagamento con il pos non vale per tutti i beni. Alcuni infatti sono stati esentati a seguito di una diatriba conclusasi lo scorso 24 ottobre. Prima di andare a comprendere di quali si tratta è bene specificare che si tratta di un’eccezione.

Per tutti gli altri restano in vigore le normative previste, secondo cui dal 30 giugno 2022 non si possono più rifiutare i pagamenti elettronici. Chi lo fa può vedersi comminare una multa di 30 euro a cui si aggiunge il 4% della transazione negata. 

Pos obbligatorio, i beni esclusi: l’elenco dettagliato

Sono ricompresi in questo tipo di obbligo artigiani, commercianti, liberi professionisti, tassisti, venditori ambulanti e attività ricettive come alberghi e ristoranti. Non sono mancate le polemiche in questi mesi visto che a fronte di un pagamento di pochi euro, il commerciante rischia seriamente di guadagnare “due spicci”.

D’ora in avanti però i tabaccai sono liberi di agire come meglio credono, ma solo per quanto riguarda alcuni beni specifici. L’annuncio è arrivato direttamente dall’Agenzia delle Dogane, che ha spiegato l’impossibilità di sanzionare la categoria in seguito al rifiuto del pagamento con il pos con riferimento alla vendita di generi di monopolio e valori bollati.

Per effetto di ciò non si possono acquistare con carta o bancomat i seguenti prodotti:

  • sigarette,
  • tabacchi,
  • francobolli,
  • marche da bollo.

Quindi se una persona si reca dal tabaccaio per acquistare un determinato numero di pacchetto di sigarette dal valore totale di 50 euro, se il tabaccaio non acconsente, deve pagare in contanti.

Alla base di questo provvedimento dell’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli, c’è la questione del guadagno. Chi vende prodotti soggetti a Monopolio percepisce il 10% del prezzo di vendita al pubblico. Per i valori postali la percentuale si abbassa al 5%.

L’esonero dall’obbligo del pos è possibile perché la struttura e le modalità di versamento dell’imposta sui generi di monopolio esclude a priori il rischio di evasione fiscale. A ciò si aggiunge un efficiente sistema di tracciabilità e di controllo tale da assicurare la lecita provenienza dei prodotti.

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Antonio Pilato

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