In pensione a 61 anni: lo vuole il Governo Meloni

In pensione a 61 anni modificando Quota 100 è l’opzione di uscita flessibile che il Governo Meloni potrebbe prendere in considerazione.

Un piano pensionistico che nasce da una flessibilità diversa di Quota 100, la misura attiva fino al 2021. Ecco cosa potrebbe accadere.

pensione 61 anni
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Ora che il Governo è stato definito si attendono i primi risultati a favore dei cittadini. Le questioni calde da affrontare il prima possibile sono numerose, tutte ugualmente importanti e accumunate da un esigenza specifica, risollevare l’Italia. Dopo la pandemia e la guerra in Ucraina le ferite da rimarginare sono un’infinità e serva una seria collaborazione di tutte le parti in causa per ricucire i profondi tagli. Basta accuse, stop alle recriminazioni, è il momento di firmare la ripartenza dando fiducia alla premier Meloni, votata dalla maggioranza degli italiani. Tra i temi più sentiti da parte dei lavoratori troviamo le pensioni. L’APE Sociale e Opzione Donna verranno prorogate? L’ipotesi di Opzione Uomo vedrà la luce? Diverse possibilità, tempi ristretti e una nuova idea che spunta sul tavolo di lavoro. Parliamo di Quota 100 modificata per garantire quella flessibilità in uscita richiesta dai lavoratori.

La pensione a 61 anni è un traguardo raggiungibile?

La pensione in anticipo a 61 anni di età coinvolgerebbe 470 mila lavoratori. Tornerebbe una Quota ossia una misura in cui il diritto al pensionamento si raggiunge maturando un requisito contributivo e uno anagrafico che sommati raggiungono una certa cifra. Le ultime Quote sono state 100 per il 2021 e 102 per il 2022 (con scadenza il 31 dicembre 2022).

L’idea è di un ritorno di Quota 100 con maggiore flessibilità. Tutto nasce da un quesito, perché 62 anni di età e 38 di contributi sono accettati e non bastano 61 anni di età con 39 di contributi? Da qui la possibilità che basti raggiungere la somma 100 per uscire dal mondo del lavoro a condizione che il richiedente abbia più di 60 anni e almeno 35 anni di contribuzione maturata.

I vantaggi di una quota flessibile

Tra i vantaggi della quota flessibile l’apertura al ricambio generazionale nel mondo del lavoro. L’obiettivo dovrebbe essere la creazione di più posti di lavoro per i giovani che, ad oggi, trovano ancora i posti “occupati” dagli over 60. Le cifre parlano di 1 milione e 462 mila lavoratori tra 61 e 66 anni pari al 6,4% del totale.

Quota 100 flessibile aprirebbe la strada al rinnovamento occupazione rivolgendosi ad un maggiore numero di lavoratori rispetto all’originaria Quota 100. Naturalmente come ogni altra pensione anticipata anche Quota 100 modificata comporterà una diminuzione dell’assegno pensionistico. L’intento è non gravare troppo sui costi pubblici.

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Le opzioni da valutare sono due. La prima considera la possibilità di utilizzare il sistema di calcolo contributivo almeno per una parte della pensione. La seconda prevede la riduzione di una certa percentuale per ogni anno di anticipo. Qualunque sia la decisione finale i lavoratori dovranno mettere in conto un assegno pensionistico inferiore rispetto a quello ottenuto con il raggiungimento della pensione di vecchiaia.