Libretti postali, scadenze in arrivo: queste due date sono cruciali

Quando si parla di libretti postali, l’attenzione deve riguardare due fattori: l’offerta scelta e il suo utilizzo. Meglio evitare di lasciarli dormienti.

 

La semplicità del prodotto, oltre che la sua garanzia. Due fattori decisivi per il successo pressoché costante dei libretti postali, strumento gettonato anche da chi non possiede un conto corrente alle Poste.

Libretti postali novità
Foto: Canva

In effetti, al raffronto, i vantaggi superano decisamente i punti a sfavore. Tant’è che, in Italia, i libretti di risparmio postale attivi superavano, al 2020, abbondantemente i 30 milioni. Chiaro che, stando così le cose, anche il cumulo dei risparmi accumulati sia proporzionale all’impiego massiccio dello strumento. Senza dimenticare che, come qualsiasi prodotto di risparmio volto all’accumulo di denaro piuttosto che all’investimento, superata una certa soglia scatti la mannaia dell’imposta di bollo. Tuttavia, a fronte di sicurezza e trasparenza (grazie alla garanzia statale e all’emissione da parte di Cassa depositi e presiti) assicurate, difficilmente i risparmiatori scelgono di non dare fiducia ai libretti. I quali, come altri strumenti finanziari, non sono esenti da novità.

Di recente, un restyling effettuato da Poste per i suoi 140 anni aveva portato in dotazione prodotti interessanti per i risparmiatori italiani, sia in termini di gestione del denaro che di investimento. Tra nuovi Buoni fruttiferi e altre strategie di risparmio, Poste ha fissato due date destinate a essere fondamentali per i suoi libretti. Nello specifico il 20 e il 26 ottobre, appuntamenti che porteranno novità interessanti in senso positivo ma accompagnate da alcuni fattori da tenere in debita considerazione. L’attenzione di Poste si è focalizzata sull’offerta Supersmart, destinata a tutti coloro già in possesso di un libretto Smart. Un libretto già di per sé “speciale”, in quanto maggiormente remunerativo sulla liquidità accumulata.

Libretti di risparmio, due appuntamenti da non mancare: ecco perché

Un buon successo quello del libretto Smart, così come dell’offerta correlata. Tanto che lo stesse emittente, Cassa depositi e prestiti, ha deciso di mettere a disposizione dei risparmiatori due differenti soluzioni. In primi l’offerta Supersmart 360 giorni, con tasso di interesse lordo annuo a scadenza pari all’1%. In alternativa via libera alla Supersmart Premium 270 giorni, con tasso a scadenza del 2%. Una promozione, quest’ultima, con un paio di vincoli granitici, quali l’apporto di nuova liquidità e il rispetto dei limiti temporali dell’offerta. Una scadenza abbastanza prossima, che impone una prima accelerazione per chi vuole ottenere il rientro massimo sul denaro investito. Il termine ultimo è infatti fissato al 26 ottobre, dopodiché la possibilità di accedere all’offerta e ottenere un interesse del 2% sul denaro immesso diventerà un ricordo.

Attenzione però, perché non tutti i libretti ottengono una gestione sapiente. Un problema, infatti, può sorgere nel momento in cui il titolare dello strumento finanziario, magari per autoconvinzione rispetto alla mera giacenza del denaro, dimentica di effettuarvi operazioni per un lungo lasso di tempo. In gergo vengono definiti “libretti dormienti”, ossia in stato di quiescenza senza movimenti né in entrata né in uscita. In tal modo, da strumento di risparmio il libretto postale si trasformerebbe in un costo, oltre che in denaro inattivo e non producente interessi. Tanto che Poste ha fissato un limite: se entro il 20 ottobre i proprietari dei libretti inattivi da almeno 10 anni (al 31 marzo 2022) non provvederanno alla movimentazione della giacenza, il cassetto di risparmio sarà chiuso il giorno seguente (21 ottobre).

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Una richiesta oggettivamente non impossibile. La quale, qualora non fosse effettuata, porterebbe al trasferimento delle somme al Fondo dedicato, da dove potrà essere riscossa esclusivamente tramite domanda alla Consap. E, conoscendo i temoi della nostra burocrazia, meglio evitare di incappare in situazioni spiacevoli.