Carcere, il mistero dell’uomo che “dorme” da 4 mesi: scandalo italiano

Ha destato particolare interesse la storia di un uomo che da ben quattro mesi dorme in carcere, senza mai svegliarsi. Ecco cosa è successo.

Vi è un detenuto che ormai da qualche mese a questa parte dorme ininterrottamente in carcere, con i responsabili del penitenziario costretti ad alimentarlo meccanicamente onde evitare che muoia. Ma come è possibile? Entriamo quindi nei dettagli e vediamo cosa sta succedendo.

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Foto © AdobeStock

L’Italia è uno dei Paesi più belli del mondo. Culla della cultura e della civiltà, è da sempre meta ambita da turisti, ma anche di persone che desiderano trasferirsi nel nostro Paese per dare una svolta alla propria vita. Non sempre, però, le cose vanno come sperato, con alcune storie che non possono passare di certo inosservate.

Ne è un chiaro esempio quanto sta succedendo a Roma, al momento sotto la guida del sindaco Gualtieri. Proprio nel carcere Regina Coeli, che si trova appunto nella Capitale, vi è un uomo che da ben quattro mesi dorme, senza svegliarsi mai. Ma cosa sta succedendo? Entriamo nei dettagli e vediamo quali sono le informazioni disponibili in merito.

Carcere, il mistero dell’uomo che “dorme” da quattro mesi a Regina Coeli

A Roma, nel carcere di Regina Coeli vi è un detenuto, un 28enne originario del Pakistan, che dorme in modo ininterrotto da ben quattro mesi. A raccontare la sua storia, Susanna Marietti, coordinatrice nazionale dell’associazione Antigone, attraverso il suo blog su Il Fatto Quotidiano.

Nel carcere di Regina Coeli ho incontrato l’uomo che dorme. Era all’inizio dello scorso giugno, ma so che lui è ancora lì“, si legge. L’infermiere le ha spiegato che il ragazzo dorme sempre, ha un catetere e gli viene cambiato il pannolone. Ma non solo, i responsabili del penitenziario sono costretti ad alimentarlo meccanicamente onde evitare che muoia.

All’uomo, in base quanto riferito da Marietti, il personale del carcere avrebbe affibbiato l’appellativo di “simulatore“. Il motivo? “Mi è stato detto che i vari controlli medici […] non hanno mai riscontrato nulla di oggettivo. Ho provato a dire che la simulazione è un comportamento che viene messo in atto intenzionalmente e che nessuno simulerebbe mesi di morte apparente. Mi sono chinata sul volto del ragazzo e gli ho parlato all’improvviso e ad alta voce. Non ha mosso un muscolo della faccia“.

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Il detenuto, si continua a leggere, è in condizione di carcerazione preventiva e ancora non è stata emessa alcuna sentenza definitiva. Il 28enne, però, come già detto, non ha nulla dal punto di vista medico. Per questo motivo non può, ad esempio, essere trasferito in un luogo di cura. “Ma in un sistema che può tollerare la presenza dell’uomo che dorme in una cella al centro di Roma“, viene sottolineato, “c’è qualcosa che non funziona“.