Altro che caro vita: i cinque (seri) problemi in arrivo con l’anno nuovo

Non solo bollette e spesa alimentare. Il 2023 rischia di portare problemi anche sulle spese relative alla casa. Quelle per il suo mantenimento.

 

Mai come quest’anno si teme la recessione. Un rischio paventato a più riprese ma, ora come ora, terribilmente concreto. Almeno per quel che riguarda i contribuenti ordinari.

Cinque problemi 2023
Foto © AdobeStock

Ossia, coloro che più di tutti hanno subito gli effetti della crisi. Dalle Partite Iva ai dipendenti del privato, da coloro rimasti senza lavoro a causa del Covid a chi, di fronte allo tsunami dei rincari, rischia di non restare a galla. La speranza è che, a inverno finito, non toccherà stilare bilanci troppo drammatici. I numeri parlano abbastanza chiaro: i rincari in vista sulle bollette rischiano di creare una combinazione esplosiva fra costi esorbitanti e portafogli tutt’altro che in grado di farvi fronte. Un quadro desolante che non riguarda, chiaramente, solo il nostro Paese. L’intera fascia dell’Eurozona corre il serissimo rischio di entrare in una fase di recessione, portata da un’inflazione che non accenna a fermarsi e da un circuito di risorse interne non sufficiente a tenere la barra dritta.

Colpa anche della guerra in Ucraina, che ha sconvolto dei mercati già duramente provati. In primis quello dell’energia, con la catena di approvvigionamenti già inceppata e un umore di mercato troppo instabile per poter prevedere uno scenario futuro più tranquillo. Per questo, in vista del 2023, la sensazione è chiara: una lotta aperta su più fronti, sostanzialmente con un paio di necessità. E cioè quella di far quadrare i conti e, possibilmente, di passare l’inverno senza congelarsi la punta del naso a causa dei gradi domestici ridotti. Secondo gli analisti, se il trend non dovesse invertirsi (ora come ora ci vorrebbe letteralmente un miracolo) e nuovi aiuti non fossero stanziati, la stangata potrebbe tradursi in quasi 2 mila euro a famiglia. Solo per quel che riguarda il rincaro in bolletta.

Il 2023 è in arrivo: i cinque problemi che dovremo affrontare

Tuttavia, sarebbe sbagliato considerare le sole bollette come latrici di problematiche. I fronti di lotta sono infatti numerosi e passano praticamente per ogni piccolo sentiero dell’ordinarietà. Ad esempio, per chi ha intenzione di chiedere un mutuo, il 2023 potrebbe portare brutte notizie. Nello specifico, un aumento della rata mensile dovuta. Un problema che non riguarderà i prestiti già attivi ma che interessa pericolosamente coloro intenzionati a chiederne uno. Per chi chiederà un finanziamento a tasso fisso, l’inflazione potrebbe alzare di circa 83 euro la rata stipulata rispetto all’anno precedente. Settanta (ma con garanzie diverse) per chi opterà per il tasso variabile. Costoro, però, rischiano di essere trascinati nel vortice del rincaro anche in caso di prestito già attivo, col rischio concreto di salire anche di 200 euro.

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Tornando alle bollette, sempre secondo gli analisti, almeno 9 milioni di italiani avranno difficoltà a onorarle. Costoro corrono il serio rischio di ritrovarsi di fronte a problemi estremamente complessi come il distacco delle utenze, senza peraltro la possibilità di porvi rimedio in tempi brevi. Questo significherebbe buio e freddo d’inverno. Occhio anche alle spese condominiali: si prospetta un conguaglio extra per il 2022, con aumento degli oneri per il 2023 legato proprio al rincaro del gas e della luce. Ultima ma non ultima la ripresa dei pignoramenti fiscali. Quelli che si credeva potessero essere scongiurati da una proroga della pace fiscale. Che per ora non si è vista e, probabilmente, non si vedrà nemmeno a breve.