Per quanto possa sembrare assurdo, di recente la Commissione Europea ha approvato l’utilizzo di un insetto come alimento per la nostra cucina.
Le locuste stanno per entrare nella nostra alimentazione? Mangeremo davvero insetti tra qualche decennio? Questa sembra essere l’idea dell’Unione Europa che di recente ha visto un’approvazione molto importante per quanto riguarda le abitudini culinarie del vecchio continente.
L’Efsa, l’organismo che si occupa di vigilare sulla salute alimentare, ha infatti autorizzato le locuste come cibo alternativo da poter consumare anche nei locali.
Una decisione che arriva a poco tempo di distanza da un’altra approvazione molto simile: gli insetti come alimenti erano infatti già stati autorizzato dalla Commissione Europea con l’introduzione dei vermi della farina tra i cibi salubri che possono essere consumati dall’essere umano. E adesso, ad essere considerato come un vero e proprio alimento, è la Locusta migratoria, un insetto che appartiene a una famiglia chiamata Acrididae.
Potrà essere congelato o consumato in polvere, poco importa, ma evidente per l’ente dell’Ue, la locusta rappresenta davvero un nuovo piatto culinario che il vecchio continente potrà abituarsi a consumare. È stata però messa una condizione fondamentale per poter consumare questo nuovo cibo: nel caso in cui si decida di congelare o essicare l’insetto in questione, sarà obbligatorio rimuovere sia le zampe che le ali, in quanto è stato stabilito che possono causare un serio rischio di stitichezza intestinale nel consumatore.
Molti sostengono che tutte questa fretta degli ultimi anni a inserire persino specie come gli insetti, tra gli alimenti idonei a entrare alla nostra dieta, sia dovuta a una possibile carestia alimentare, che dopo il conflitto in Ucraina, e le conseguenze economiche che continua a portare su suolo europeo, sembra sempre più vicina e concreta. In assenza di carne dunque, potrebbe toccare agli insetti immolarsi alla causa e soddisfare il nostro fabbisogno energetico.
Certo, per noi occidentali, che fino a questo momento tutto li abbiamo considerati meno che un alimento commestibile, risulta quantomeno bizzarro immaginare un piatto del genere sulle nostre tavole. Ma questo è il futuro secondo l’Unione Europea.
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