Tonno in scatola, un prodotto sicuro ma attenzione alle contaminazioni: cosa devi sapere

Il tonno in scatola è un prodotto sicuro ma spesso i consumatori non sanno che c’è un aspetto a cui devono stare particolarmente attenti nell’acquisto. 

Che una corretta alimentazione sia alla base di una vita felice, che consente al nostro corpo di sopportare tutti i cambiamenti, fisici e non, che ci riserva l’esistenza, non è certo un mistero.

tonno
Adobe Stock

In particolar modo per chi vive nel Mediterraneo ed è dunque nato all’interno di una cultura che conferisce all’alimentazione un ruolo fondamentale, ed è famosa nel mondo per le sue diete. 

Tonno, negli ultimi anni i consumatori stanno cambiando preferenze: l’esplosione del cibo bio

In Italia poi negli ultimi tempi stiamo assistendo a una vera e propria esplosione tra i consumatori dell’interesse per il cibo biologico. Basti solo pensare che nel nostro territorio, esistono il doppio degli allevamenti biologici rispetto alla media europea. In Italia oltre alla carne, avendo un territorio in cui la costa ha un ruolo fondamentale, esiste una vera e propria venerazione per il pesce che, in particolar modo nel Sud Italia, è un alimento che nel corso di una settimana, non può mai mancare sulle tavole.

Il tonno è una delle tipologie di pesce più comprate sul mercato, sia fresco, che nella versione in scatole che viene venduta nei supermercati. Ma quest’ultima tipologia di pesce è davvero sicura? Fa bene al nostro organismo e può essere utilizzato per un dieta? Questa è la domanda a cui oggi cerchiamo di rispondere. 

Tonno, sul pesce a volte è possibile rischio di contaminazione da metalli

In realtà il tonno che acquistiamo in scatola spesso è anche più sicuro di quello fresco, in cui la provenienza può essere contraffatta molto più facilmente. Il problema semmai riguarda la possibile presenza di mercurio. parliamo di un metallo che risulta particolarmente pericoloso per il nostro organismo.

Se ingerito in quantità consistenti infatti, può causare dei seri problemi sia al cervello, ma anche al cuore. Il metilmercurio tende infatti inizialmente ad accumularsi soltanto nei globuli rossi, per poi entrare in un secondo momento in circolo nel sangue. 

Il mercurio può finire anche nel latte materno, a cosa fare attenzione

Per questo, è molto pericoloso in particolar modo per le donne i  gravidanza, in quanto può finire anche nel latte materno per il bambino. In Italia purtroppo la situazione è molto seria in tal senso, in quanto la nostra nazione è la prima in Europa per concentrazione di mercurio nel pesce.

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Il tonno, come accennavamo in precedenza, è uno dei prodotti più sicuri in tal senso, anche da questa contaminazione. ma chi volesse realmente stare al sicuro da questo pericolo, dovrebbe comunque iniziare ad acquistare altre tipologie di pesce, come ad esempio l’orata o il salmone, che hanno molte meno possibilità di contenere al loro interno questo metallo.