Coca Cola, rischio chimico: allerta del Ministero, cosa sta succedendo

Il Ministero ha pubblicato un nuovo richiamo alimentare su una delle bevande analcoliche più famose al mondo. 

Alcune bottiglie di Coca Cola sono state ritirate dal mercato per un sospetto rischio chimico. La comunicazione è arrivata direttamente dal Ministero della Salute che ha specificato come il numero del lotto incriminato sia L2207077N.

richiamo Coca Cola
Adobe Stock

Si tratta di confezioni che sono state prodotte nel nostro paese nello stabilimento di Nogara, che si trova nella provincia di Verona e la cui data di scadenza al momento dell’immissione in commercio, è fissata al 23 Luglio del 2023. 

Coca Cola, l’avvertenza del Ministero della Salute: rischio chimico per un lotto

Il Ministero dunque ha già allertato le autorità preposta allo scopo di informare i consumatori su questa avvertenza, evitando dunque il lotto sospetto che potrebbe ancora trovarsi in commercio. La confezione in questione ha in primo luogo un problema di etichettatura errata: in queste bottiglie, che vanno sotto il marchio “Coca Cola Original taste”, contengono degli zuccheri nonostante la bevande viene indicata dall’azienda come “zero zuccheri”.

Sbagliato a quanto pare anche il colore del tappo, che in questo caso è rosso a differenza del tradizionale nero che accompagna la produzione della linea zero della Coca Cola. Tutte evidenze che hanno convinto il Ministero a trovarsi di fronte a un lotto compromesso che va dunque ritirato dal mercato avvertendo i consumatori. Le bottiglie in questione sono state venduta in confezione da sei, e hanno la capienza di un litro

La storia della Coca Cola, nata inizialmente come farmaco contro la stanchezza

La Coca Cola è forse la bevanda analcolica più famosa in tutto il mondo e la storia della sua nascita è semplicemente incredibile. Nasce infatti come farmaco contro il mal di testa dall’ingegno del farmacista John Stith Pemberton che le diede il nome iniziale di “Pemberton’s French Wine Coca”. Non sarebbe stato nemmeno legale ai nostri tempi, in quanto si trattava di un infuso a base di vino e foglie di cocaina.

Il prodotto non ebbe affatto il successo sperato dal farmacista, che in poco tempo si trovò sommerso dai debiti e si ritrovò costretto a vendere la sua ricetta a uno scaltro commerciante di nome Asa Candler che dopo aver assaggiato la bevanda, ne aveva intuito le potenzialità. 

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Nel 1919 la Coca Cola acquistata da Candler decide di quotarsi in Borsa e inizia la storia che tutti conosciamo

Candler inoltre era stato anche uno dei primi del suo tempo a capire quanto la pubblicità e la giusta promozione fossero fondamentali per il lancio di un nuovo prodotto sul mercato. Con queste premesse nel 1919 la Coca Cola si quota in borsa e inizia così la storia di una delle multinazionali più potenti del mondo, che in poco tempo riuscirà a comprare anche gli altri marchi iconici delle bevande analcoliche che faranno storia, come Fanta o Sprite.