Bonus 200 euro, si allarga platea beneficiari: chi può presentare la domanda, soldi in arrivo

Alla fine, il governo ha deciso di modificare il bonus 200 euro ed estendere la platea dei beneficiari ad un’altra categoria professionale. Vediamo nel dettaglio cosa sta succedendo. 

Alla fine il governo nell’ultimo decreto aiuti pubblicato in Gazzetta Ufficiale, ha deciso di allargare la platea dei beneficiari del bonus 200 euro, che tanto ha fatto discutere l’opinione pubblica nelle ultime settimane.

bonus 200 euro
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Questa nuova estensione riguarda una categoria molto specifica di persone, che erano state escluse, a loro parere ingiustamente, dal bonus.

Bonus 200 euro, ecco la nuova categoria di lavoratori che potrà presentare domanda per ottenerlo

Si tratta dei collaboratori sportivi, che fino ad adesso stavano comunque percependo i vari bonus sport emanata subito dopo la pandemia per aiutare il settore. Dunque a partire da adesso, questo bonus che, ricordiamolo, va inteso come un contributo una tantum, potrà essere percepito anche da questa categoria professionale.

Si tratta di un beneficio concesso dal governo a fronte della grave recessione economica in cui ci troviamo, che consiste in una somma che viene erogata ai lavoratori che non sono riusciti ad ottenere lo sgravio fiscale dello 0,8 per cento, nonostante la loro busta paga mensile risultasse inferiore alla cifra di 2.692 euro. 

Come verrà erogato il bonus 200 euro destinato ai collaboratori sportivi

Il governo ha poi specificato che per quanto riguarda i collaboratori sportivi, il bonus sarà concesso attraverso la Sport e Salute Spa, a cui il Ministero, per fare fronte a tutte le richieste, ha destinato una somma di circa trenta milioni di euro.

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Questo contributo una tantum, potrà però essere destinato soltanto ai collaboratori sportivi che possono dimostrare di avere dei rapporti professionali attivi con i seguenti enti: Comitato italiano paralimpico, Coni, federazioni sportive associate, enti di promozioni sportiva che sono stati riconosciuti sia dal Coni che dal Cip, e società sportive di tipo dilettantistico. Come si può leggere nel testo del decreto infatti, “Sport e Salute e l’INPS si scambiano tempestivamente tutti i dati utili ad evitare sovrapposizioni di pagamento o, comunque, alla più corretta e tempestiva applicazione della misura”.