Gas, scatta l’austerity in Italia: ecco di quanto dovremmo ridurre il nostro consumo di gas

Gas, l’Europa ha deciso che le nazioni devono chiudere i rubinetti per ridurre i consumi. Vediamo quali regole sono previste in alcune città italiane.

L’Austerity energetica non risparmia l’Italia. Il vento di crisi è arrivato prepotentemente nella nostra penisola portando con sé regole e raccomandazioni.

gas austerity
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Il 9 agosto 2022 l’Unione Europea ha approvato un regolamento che mira alla riduzione dei consumi di gas del 15%. L’Austerity durerà fino al 31 marzo 2022 a meno che non si assisti ad un cambiamento della situazione internazionale. Come si è arrivati a disciplinare i consumi? Tutto è partito il 24 febbraio con l’invasione da parte della Russia dell’Ucraina. Da allora il contesto geopolitico ha subito trasformazioni, le dimensioni della crisi economica si sono ampliate, i prezzi sono saliti alle stelle, l’inflazione sta schiacciando famiglie e imprese e il timore di un inverno al freddo è sempre più alto. La Russia ha più volte comunicato l’intenzione di ridurre se non bloccare le forniture di gas. I Paesi europei stanno già risentendo del calo dell’importazione e le riserve risultano insufficienti a ricoprire il fabbisogno nazionale che in autunno aumenterà. L’Unione Europea ha dunque deciso di regolamentare il consumo di gas. L’Italia ha iniziato ad adeguarsi per raggiungere l’obiettivo della riduzione del 7%; 4 miliardi di metri cubi di gas in meno rispetto ai 55 previsti.

Gas, le regole nelle città italiane

Le principali città italiane hanno emesso ordinamenti, raccomandazioni e suggerimenti per ridurre i consumi energetici. Diminuire l’utilizzo dei condizionatori, spegnere i lampioni in strada, far partire lavatrici e lavastoviglie solo a pieno carico sono alcuni dei consigli generali. In attesa di misure a livello nazionale, al momento sono le amministrazioni comunali a disciplinare i cittadini sull’uso del gas e della luce.

Tra le città più attive c’è Firenze. Un’ordinanza stabilisce che le porte delle attività commerciali in cui è accesa l’aria condizionata dovranno restare rigorosamente chiuse, pena una sanzione tra i 25 e i 500 euro. I termosifoni, invece, dovranno avere una temperatura massima di 18/19 gradi. In più si suggerisce di stirare solo se necessario e di avviare la lavatrice solo a pieno carico.

Altre città, altre direttive

Il sindaco di Milano Sala non ha ancora emesso ordinanze ma solo raccomandazioni. Il condizionatore non dovrà essere impostato al di sotto dei 26 gradi sia in ufficio che a casa e nelle attività commerciali, la porta dei negozi dovrà rimanere chiusa se presente un condizionatore acceso, la luce dovrà essere spenta a fine turno e occorrerà prestare molta attenzione agli interruttori in generale.

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A Torino già si pensa all’inverno stabilendo una riduzione di due gradi delle temperature dei riscaldamenti. Sarà ridotta anche l’intensità dell’illuminazione pubblica sebbene gli orari rimarranno sempre gli stessi. La questione dell’iper-illuminazione è stata ripresa anche dalla città di Genova. Il Comune ha deciso di puntare su un’illuminazione pubblica a basso consumo in modo tale da non dover spegnere anticipatamente la luce su monumenti e nelle strade. Anche a Bari le vecchie lampade verranno sostituite con luci a LED mentre a Belluno si è optato per lo spegnimento dei lampioni dalle 2.30 alle 5 del mattino. Nessuna indicazione, per ora, nella capitale.