Alzheimer%2C+un+nuovo+studio+potrebbe+aiutare+a+prevenirlo%3A+cosa+dice+la+ricerca
ecodimilanocom
/2022/08/03/alzheimer-un-nuovo-studio/amp/

Alzheimer, un nuovo studio potrebbe aiutare a prevenirlo: cosa dice la ricerca

Published by
Marco Infanti

È uscito un nuovo studio che potrebbe aiutare a prevenire una malattia che colpisce la popolazione più anziana, spesso in modo brutale. 

Nelle ultime settimane è uscito un nuovo studio scientifico che potrebbe letteralmente rivoluzionare le cure riguardo l’alzheimer.

Adobe Stock

Una ricerca che se portata avanti, potrebbe aiutare le persone persino a prevenire la comparsa della malattia, evitando anche in alcuni casi che questa possa svilupparsi nel tempo, anche se il soggetto in questione ha una predisposizione genetica a riguardo. 

Alzheimer, quali sono i sintomi e quali categorie colpisce maggiormente

Per prima cosa però bisogna chiarire a che tipo di malattia ci riferiamo quando parliamo di alzheimer. Si tratta di una tipologia di demenza molto comune tra le persone più anziane. È l’invecchiamento infatti la principale causa del suo insorgere. È una malattia che causa a chi ne soffre ritardi e disturbi di memoria, e nei casi più gravi porta a una progressiva perdita dell’identità personale.

Da aggiungere inoltre che non ci troviamo di fronte nemmeno a una malattia facilmente riconoscibile e diagnosticabile: spesso infatti per arrivare a comprendere che si tratta di alzheimer, il soggetto deve sottoporsi a diverse analisi, alcune della quali anche molto invasive. Ma andiamo adesso a vedere questo nuovo studio scientifico appena uscito, e perché ha scatenato questo entusiasmo da parte dei ricercatori. 

Cosa ha svelato la nuova ricerca su questa malattia

La ricerca è stata pubblicata su Alzheimer’s & Dementia: The Journal of the Alzheimer’s Association, e come scopo principale aveva quello di indagare le cause genetiche della malattia allo scopo di poterla prevenire. Gli scienziati hanno seguito alcuni pazienti per un periodo di tempo lunghissimo, di 18 anni, studiando il loro plasma sanguigno alla ricerca di potenziali biomarcatori riconducibili all’alzheimer.

E una delle loro scoperte più rilevanti, è stata quella di aver effettivamente trovato un segnale all0interno del nostro corpo, che è in grado di indicare se la malattia sta per insorgere. Si tratta di un misfolding nel sangue, e averlo identificato rappresenta un passo importantissimo nella prevenzione di questa malattia.

Published by
Marco Infanti

Recent Posts

  • News

Viaggio Attraverso i Secoli: Ballando nel Tempo con la Scuola Primaria G.Galilei di Cerchiate di Pero

"Ballando nel Tempo", uno spettacolo di danza a Rho, porta gli spettatori in un viaggio…

3 ore ago
  • News

Residenza Paradiso: Intrighi e Sorprese tra le Eccentriche Signore del Teatro

"Residenza Paradiso", uno spettacolo teatrale che celebra l'età matura con humour e pietas, sfidando i…

1 giorno ago
  • News

LucerLAB presenta LudoLAB: un mese di giochi, esplorazioni e avventure per i bambini a Lucernate

"LudoLAB di LucerLAB trasforma il quartiere di Lucernate in un campo di gioco per bambini,…

2 giorni ago
  • News

Bresso in cerca di un’area per la realizzazione di un nuovo parcheggio pubblico

L'articolo esplora la problematica del parcheggio a Bresso, sottolineando l'importanza di un parcheggio pubblico ben…

3 giorni ago
  • News

Giocare al Teatro, Stare Bene: Un Laboratorio Interattivo di Esperienza Teatrale a Villa Burba

"Giocare al teatro, stare bene": un laboratorio interattivo a Villa Burba trasforma il teatro in…

4 giorni ago
  • News

Ritorna nelle Case Villasanta Open: il Periodico del Comune si Rinnova

Il periodico del Comune di Villasanta torna nelle case, promettendo trasparenza e utilità con informazioni…

5 giorni ago