Cosa succede al tanto atteso bonus di 200 euro per i titolari di partita iva? Possibile che, tra tutti coloro che hanno usufruito della risorsa, debbano proprio essere gli autonomi coloro che rimarranno con un pugno di mosche nelle mani?
Facciamo un passo indietro. Torniamo per un attimo alle belle premesse di gennaio scorso.
Il Governo Draghi, di cui restano oggi solo le ceneri, qualche settimana prima dell’inaspettato e sanguinoso conflitto russo-ucraino che apriva la strada alla crisi dei rincari, con lo spettro dell’inflazione record, aveva provato a mettere giù un concreto piano per i titolati di partita iva.
L’esecutivo aveva studiato un gran numero di misure volte a favorire i consumi e le attività economiche, prevedendo esenzioni fiscali e sussidi economici, soprattutto per alcuni gruppi.
Nel caso del bonus IVA, i beneficiari della procedura erano i lavoratori autonomi che devono necessariamente essere muniti di POS. Si passava così a quello che era l’obiettivo principale delle autorità di vigilanza finanziaria, ovvero la promozione dei pagamenti tracciabili, che vengono effettuati con la moneta elettronica.
Per premiare la partita IVA, la promozione di questo metodo di pagamento è d’obbligo. Non tutti si adattano, tuttavia, a causa dei costi operativi ad essi associati.
Ovviamente la partita IVA era ed è un requisito indispensabile per poter ottenere un sostegno economico per la pratica. Il riconoscimento economico era concesso sotto forma di credito d’imposta facilmente cumulabile con altre procedure. Può essere utilizzato per acquistare gli strumenti di tracciamento necessari come lettore POS, nonché per le spese di commissione sopra menzionate.
Il relativo bonus ha durata retroattiva a partire dal 1° luglio 2021 ed era valido fino al 30 giugno 2022.
Poi è arrivata la crisi, dirompente, aggressiva come non mai. E allora l’esecutivo ha pensato bene di istituire il nuovo bonus 200 euro, per sostenere l’aumentare del costo della vita e tendere una mano a famiglie e imprese.
Proprio i titolari di partita iva, però, sembrano essere gli unici, al momento, a non avere ricevuto in alcun modo il bonus. E indicazioni positive in tal senso non emergono. Non ci sono affatto buone notizie in arrivo.
Gli unici che restano in stand-by sono proprio loro. La causa di tutto ciò è l’attuale crisi di Governo che ha portato lo scioglimento anticipato delle Camere e le elezioni al prossimo 25 settembre 2022.
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