Gas, il prezzo aumenta ancora: cosa stiamo rischiando per il prossimo inverno

Il prezzo del gas non smette di aumentare dopo la decisione della Gazprom delle scorse settimane. 

La guerra del gas sta ormai entrando nella sua fase più drammatica, dopo la lettera inviata da Gazprom alla comunità europea in cui veniva annunciata una riduzione delle forniture di gas a causa delle tensioni geopolitiche.

prezzo gas
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Il conflitto in Ucraina sta portando rapidamente lo scontro tra il Cremlino e l’Occidente a un punto di non ritorno. 

In Germania arriva sempre meno gas attraverso il North Stream 2

Basti solo pensare che in questi giorni Gazprom ha fatto anche un nuovo annuncio: i flussi di gas che attraversano il North Stream 2 in direzione Germania continuano a scendere. per la precisione, la diminuzione al momento si attesta a circa 33 milioni di metri cubi in meno a partire dalla giornata del 27 Luglio. 

Questo significa che la Germania al momento si ritrova a fare i conti con una fornitura del quaranta per cento più bassa rispetto allo scorso anno. E adesso, il timore che le forniture di gas indispensabile per l’inverno siano messe a rischio, è molto più concreto. D’altronde la settimana scorsa l’Unione Europea ha parlato apertamente dei rischi che si stanno attualmente correndo per quanto riguarda le forniture di gas che arrivano da Mosca, lasciando chiaramente intendere quanto grave sia la situazione. 

L’Ue ha chiesto agli stati membri una riduzione volontarie delle quote di gas 

Non è un caso che subito dopo è stato fatto circolare un documento ufficiale a Bruxelles in cui si invitano gli stati membri a dare inizio a delle riduzioni volontarie di contributo sulle quote di gas. Primo segnale di una situazione che rischia in pochi mesi di diventare esplosiva. C’è anche da dire che persino in questi giorni di profonda tensione tra le parti, Mosca ha comunque dichiarato che non è sua intenzione interrompere completamente le forniture di gas vendute al vecchio continente.

Anche perché non sarebbe certo un entrata economica facilmente rimpiazzabile per Putin. Molti esperti ipotizzano che a queste condizioni, quasi tutti gli stati europei saranno costretti ad arrivare al prossimo inverno con almeno il 15 per cento in meno di scorte di gas rispetto allo scorso anno. E c’è poi il problema del prezzo, che a seguito della decisione delle scorse settimane della Gazprom di tagliare ulteriormente le forniture, ha ricominciato a salire.

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Dopo l’annuncio di Gazprom, il costo del gas è aumentato di circa il dieci per cento .