Reddito di Cittadinanza, attenzione alla novità: chi rischia di perderlo

Possibile nuova stretta per chi richiede e percepisce il Reddito di Cittadinanza. Cosa rischia chi non accetta un lavoro anche se da un privato

L’ultima novità infatti riguarda proprio l’offerta di lavoro da parte di un soggetto privato. Il beneficiario del RDC rischia seriamente la revoca.

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Le diatribe inerenti il Reddito di Cittadinanza sono sempre più accese. La mancanza di personale nelle località turistiche porta spesso i gestori di attività a “prendersela” con il sussidio statale.

Sarebbe però ingiusto ridurre tutto a questa considerazione. Il problema della carenza di lavoro è dovuto a tanti altri fattori come ad esempio la maggiore professionalizzazione dovuta all’avvento del covid (si pensi alle tante opportunità in smart working), allo sfruttamento in alcuni posti di lavoro e alla possibilità di cercare un lavoro migliore, magari in linea con i propri studi.

Reddito di Cittadinanza: quando si rischia di perderlo in caso di rifiuto del lavoro da parte di un privato

Per chi riceve la somma di denaro da parte dello Stato però le cose potrebbero presto cambiare. Una delle ultime novità in tal senso riguarda le offerte ai lavoratori da parte di un privato: rifiutarle potrebbe costare caro a un beneficiario del sussidio.

L’idea è stata lanciata dal centrodestra. Si tratta di un emendamento al dl aiuti approvato dalle commissioni della Camera con il voto contrario del M5S. Prevede che il sussidio decada quando il beneficiario rifiuta un’offerta di lavoro (anche proveniente da un privato) per tre volte di fila.

La differenza rispetto al passato sta nel fatto che l’imprenditore o l’azienda potranno segnalare il candidato e il diniego viene conteggiato nel calcolo dei tre impieghi non accettati che determinano la perdita del beneficio.

Quindi i datori di lavori avranno la possibilità di contattare direttamente i titolari di card RdC che hanno firmato con il centro per l’Impiego il percorso finalizzato a trovare un’occupazione. L’offerta dovrà poi essere comunicata al CPI di riferimento. 

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Se di fronte ad una proposta valida e congrua, il lavoratore non accetta senza avere un valido motivo a quel punto il titolare può proseguire l’iter di segnalazione del rifiuto. Naturalmente verrà messo a conteggio dal centro per l’impiego.