Monete, il taglio da 100 lire che vale più di 50mila euro

Alcune monete del vecchio conio possono fruttare dei guadagni piuttosto importanti. Andiamo a scoprire una in particolare la cui vendita può valere cifre da capogiro

Il mondo del collezionismo è capace di regalare sempre nuove sorprese e soprattutto opportunità sia per chi vuole cedere sia per chi è interessato ad acquistare.

Monete
Fonte Adobe Stock

Guadagnare attraverso la vendita di monete. Si tratta di una frontiera ormai consolidata che però è sempre capace di stupire chi si avvicina al mondo della numismatica. D’altronde il fascino di questa attività sta proprio nel cambiamento di valore che hanno alcuni pezzi nel corso del tempo.

Certe dinamiche non sempre hanno un senso logico, però al contempo ci sono alcuni parametri da tenere sempre in considerazione per e che possono tornare decisamente utili quando si devono compiere attività di questo tipo.

Monete, il pezzo da 100 lire che può valere cifre macroscopiche: ecco di quale si tratta

Andando nel dettaglio, in questa sede andremo ad analizzare un esemplare piuttosto noto che ci ha accompagnato per diversi anni, ovvero la moneta da 100 lire. Chi ha vissuto a pieno gli anni del vecchio conio, sa bene che questo è stato uno dei tagli più coniati, con tirature altissime di anno in anno.

Dunque, un pezzo di storia importante del Bel Paese, che poi nel 2002 al pari degli altri paesi della comunità europea si è dovuta allineare all’Euro la nuova moneta unica. Tornando alle 100 lire in questa c’è un forte interesse per una in particolare, ovvero quella raffigurante un timone e coniata per le celebrazioni dei cento anni dell’Accademia Navale di Livorno. 

Se tenuta in fior di Conio può fruttare addirittura 200 euro. Ha le stesse dimensioni delle altre 100 lire ed è stata realizzata in Acmonital, una lega metallica utilizzata esclusivamente in Italia. 

Niente male per una moneta caduta in disuso. Questo però non è nulla. La vera pietra miliare è la 100 lire raffigurante Re Umberto I di Savoia. Realizzata a fine ottocento, se tenuta in ottime condizioni può essere rivenduta addirittura a 50mila euro. L’esemplare coniato in oro su alcune piattaforme viene venduto anche a cifre più alte vicine ai 70mila euro. Un’opportunità più unica che rara, che oggettivamente in pochi possono sfruttare visto che non è così facilmente reperibile.