Sono arrivati a Milano i primi 110 profughi dall’Afghanistan. A seguire, nei prossimi giorni, verranno accolte altre 120 persone in fuga dal Paese mediorientale, recentemente caduto di nuovo in mano ai talebani. Tra di essi si trovano anche donne e bambini, mentre l’operazione si è resa possibile grazie ai corridoi umanitari. Questi si sono venuti a creare in seguito alle richieste d’aiuto da parte delle persone che hanno collaborato, durante i venti anni di missioni internazionali in Afghanistan. Molti dei gruppi in arrivo sono formati dalle famiglie dei collaboratori che hanno lavorato fianco a fianco con le missioni italiane.
Il comune di Milano e la Prefettura hanno stilato un accordo, che prevede l’apertura di centri di accoglienza. Questi si collocheranno in Viale Fulvio Testi e a Chiaravalle. Inoltre, si è pensato di ospitare alcune delle famiglie all’interno di appartamenti gestiti dalla Casa della Carità. Il primo gruppo è formato da 6 nuclei familiari, per un totale di 34 persone, 10 delle quali minori. All’accoglienza hanno già pensato Fondazione Veronesi e Fondazione Arca. Invece la Cri si sta occupando delle 19 persone che si trovano a Bresso, tra cui rientrano 10 minori appartenenti a 4 nuclei familiari. Anche l’associazione Farsi Prossimo e la Fondazione Broletto stanno contribuendo alla gestione dei profughi dall’Afghanistan.
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