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Lavoro

Trapianto di capelli con tecnica Fue: come funziona

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Claudia Colono

La perdita di capelli, che causa dapprima una stempiatura nella zona frontale e poi un diradamento sul vertice del capo, comporta una riduzione della sicurezza in se stessi, a prescindere dall’età in cui capita. Infatti, l’alopecia è una patologia dermatologica che colpisce in modo differente da un soggetto all’altro. Per tale ragione, è necessario studiare una modalità personalizzata con una tecnica all’avanguardia come la cosiddetta Fue, sigla per Follicular Unit Extraction.

Trapianto di capelli con tecnica Fue: come si esegue

La tecnica Fue, cioè quella prescelta per eseguire il trapianto capelli presso la Capilclinic Milano, prevede di prelevare le singole unità follicolari da un’area donatrice perché vengano impiantate in una ricevente. Di solito, si estraggono i bulbi dalla regione della nuca o dietro le orecchie dove la capigliatura è più folta e vanta ottime unità da impiantare nella zona frontale e della sommità del capo. Le unità vengono prelevate con attenzione e idratate in un particolare liquido che assicura una maggiore vitalità.

A questo punto, nella zona ricevente dove si presenta il diradamento, si eseguono microincisioni nelle quali sono impiantate le unità follicolari, iniziando da quelle prelevate per prime affinché la loro vitalità si mantenga. La forma della capigliatura è legata all’orientamento e alla distribuzione dei bulbi che il chirurgo tricologo studia e personalizza in base al singolo paziente.

Si procede una unità follicolare alla volta, evitando l’uso di strisce di capelli il cui prelievo lascerebbe delle grandi cicatrici. Il tutto avviene sotto anestesia locale per evitare fastidio e dolore. Durante l’intervento, che dura tra le 6 e le 8 ore, sono previste delle pause che lo rendono meno stancante.

Tecnica Fue per il trapianto di capelli: che cosa aspettarsi nel post operatorio

Il post operatorio del trapianto di capelli con la Fue ha, anzitutto, un decorso più veloce rispetto a quanto accade quando si scelgono altre tecniche. Infatti, non si hanno grandi ed evidenti cicatrici nella zona donatrice che devono guarire.

La tecnica dell’estrazione delle singole unità follicolari consente un recupero più veloce che dura, all’incirca, due settimane, trascorse le quali si può finalmente sfoggiare una nuova capigliatura, folta e sana. Ovviamente, la tempistica cambia da un paziente all’altro in base alla sua capacità di recupero e altri fattori come età o tipo di pelle.

La testa resta bendata per almeno un giorno al fine di consentire un maggiore radicamento delle unità follicolari trapiantate. Dopo il trapianto di capelli, è comune che si presenti fastidio, bruciore, prurito e leggero dolore nella zona interessata. Se il dolore dovesse essere eccessivo, si procede con l’assunzione di antidolorifici. Si preferisce, invece, assumere un antibiotico in caso di infezione.

È comune che compaiano croste che non devono allarmare poiché del tutto normali; sono legate al naturale processo di cicatrizzazione e rimarginazione. Non vanno quindi grattate o rimosse, azioni che farebbero insorgere ulteriori problematiche che riducono il successo del trapianto. Il cuoio capelluto va pulito e lavato con prodotti specifici, idratanti e delicati come acqua fisiologica o termale.

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Claudia Colono

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