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Grillo cheeseburger, a Milano: una novità culinaria tutta da scoprire

Published by
Floriana Vitiello

Il Grillo cheeseburger è una novità culinaria che può essere gustata a Porta Romana, nel capoluogo Lombardo. Che cos’è?

La crisi alimentare ha spinto numerose industrie del settore a concentrarsi sulla produzione di alimenti a base di insetti. È questo il caso della farina di grillo. Non è un modo di dire, ma è una farina prodotta proprio dal comune insetto di terra.

Eco di Milano

A quanto pare i prodotti, come la farina di grillo, presentano delle caratteristiche nutrizionali di tutto rispetto che si sposano perfettamente con le esigenze economiche. Di fatto i costi per un allevamento, le tempistiche e la resa sono decisamente migliori rispetto ad altri tipi di colture o allevamenti.

La prima azienda che ha introdotto nell’alimentazione umana la farina di grillo è la Tiny Farms, che ha sede in California. La società ha affrontato un importante investimento economico per creare una farina animale a base di insetti.

Come è prevedibile, la farina in questione ha un colore più scuro rispetto ad una comune 0 o 00. Dopotutto, si tratta di un prodotto alimentare ottenuto dalla liofilizzazione, cottura e polverizzazione di grilli.

Se siete curiosi di sapere che sapore ha la farina di grillo, sappiate che a Milano è arrivato il primo grillo cheeseburger. Basta andare a Porta Romana.

Grillo cheeseburger: di cosa si tratta

Il Grillo cheeseburger è il primo hamburger fatto con farina di grillo. Questa proposta gastronomica è stata avanzata da Pane e Trita: una catena presente in via Muratori, nella zona di Porta Romana, e in Brianza.

Il locale ha sottolineato che la scelta di utilizzare farina prodotta dall’essiccazione e la macinatura di insetti si sposa perfettamente con l’evoluzione dei gusti e dei Trend alimentari: “i founder di Pane & Trita hanno intuito le potenzialità del nuovo regolamento approvato dall’Unione Europea lo scorso 24 gennaio, che autorizza l’utilizzo e il commercio della farina del cosiddetto Acheta domesticus, il grillo domestico, e per primi in Italia lanciano l’hamburger di grillo”.

Si tratta di una vera e propria innovazione in ambito culinario, che ha particolarmente incuriosito il pubblico, che si divide tra sostenitori e detrattori. L’idea del Grillo cheeseburger nasce dalla collaborazione con Soul-K: una food tech company italiana, che studia e produce ingredienti personalizzati per la ristorazione.

Caratteristiche della farina di grillo

La farina di grillo sembra essere particolarmente apprezzata dal punto di vista nutrizionale. Si tratta, infatti, di un prodotto che risulta commestibile per l’uomo, igienico e sicuro, ecosostenibile e anche meno costoso di altri prodotti.

In merito, alla sicurezza è bene ricordare che si sconsiglia di mangiare animali crudi e di scegliere materie prime certificate che provengono da allevamenti autorizzati e non clandestini.

Vi è poi un altro aspetto molto importante, che riguarda la farina di grilli, ed è l’eco sostenibilità del prodotto. Dopotutto, il problema dell’esaurimento delle risorse alimentari del pianeta Terra non è una novità. Così come non lo è il discorso degli elevati consumi e sprechi in determinate aree del globo, nettamente in contrapposizione con la carenza di cibo in altre zone geografiche.

Dunque, trovare un alimento che sia facile da produrre con una bassa quantità di energia, potrebbe risolvere, in parte, il problema della fame nel mondo.

Ma passiamo alle proprietà nutrizionali della farina di grilli che, in realtà, hanno caratteristiche molto simili a tutti gli alimenti realizzati con l’utilizzo di insetti.

Di fatto la farina di grillo contiene pochissimi grassi ed ha un’elevata concentrazione proteica che sfiora il 60-70%. Inoltre, i grilli sono ricchi di minerali e vitamine come il calcio, il potassio, il ferro, alla vitamina B12 e la vitamina B2.

Dunque, consumare farina di grillo potrebbe essere una svolta per la prevenzione all’anemia e il supporto nutrizionale in gravidanza.

Attualmente la farina di grillo è piuttosto costosa. Si parla infatti di 25-45 dollari per poco meno di mezzo chilo. A prezzi superiori rispetto alle farine alternative.

Dunque, per il momento non è ancora economicamente sostenibile. Ma, come spesso accade, un prezzo così alto è legato ad una bassa produzione. La speranza è che la fase di sviluppo del prodotto proceda in maniera positiva, anche se l’introduzione sul mercato potrebbe essere difficile a causa dello scetticismo dei consumatori.

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Floriana Vitiello

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