Allarme vino, la grande distribuzione avverte: si rischia grosso

Il momento nero per il nostro paese, figlio di una crisi senza precedenti rischia di affossare una parte importante dell’economia.

Non bastano i rincari, gli aumenti di prezzo in praticamente qualsiasi aspetto del quotidiano del cittadino, oggi la situazione appare critica per questioni che arrivano ben più in alto del consumatore finale, si rischia la crisi totale di un intero settore. Quello che sta accadendo al settore vini è qualcosa che nessuno avrebbe immaginato, come del resto l’intera crisi che sta le certezze de consumatori, dei cittadini insomma.

vino bianco
Adobe Stock

Il rischio è oggi più che mai concreto, un intero settore potrebbe andare di fatto a rotoli a causa della crisi senza precedenti abbattutasi sul nostro paese e non solo. Figlia del conflitto in Ucraina e degli strascichi velenosi del post pandemia, la crisi attuale sta letteralmente spazzando via le certezze dei cittadini e dell’imprenditoria italiana, tutta. Oggi il rischio collasso è più che mai reale, un intero comparto rischia di affondare.

La situazione attuale per quel che riguarda il comparto del vino italiano considerando le vendite nei supermercati e non solo è al collasso. L’inflazione senza freni ha di fatto portato ad un crollo delle vendite pari al 7%. L’aumento generalizzato dei prezzi ha portato di fatto alla diminuzione del potere d’acquisto da parte dei consumatori, il tutto chiaramente va a ripercuotersi in maniera del tutto negativa su quelle che sono le vendite dei prodotti in questione.

Una recente analisi del rapporto degli analisti dell’Osservatorio del Vino di Unione Italiana Vini e Ismea, basata sui dati raccolti da Nielsen offre la possibilità di comprendere la modalità in cui il tasso di inflazione sta di fatto incidendo sul mercato stesso del vino. Il tutto attraverso il canale della grande distribuzione. Il rapporto in questione prende spunto dai dati che riguardano i singoli acquisti di vino tra gli scaffali di quelli che sono i principali supermercati italiani nei primi nove mesi del 2022.

I prezzi sono in aumento, in modo del tutto deciso e di conseguenza le vendite calano vistosamente. Un calo certificato del 7% che equivale a 5,6 milioni di ettolitri. Si registra, inoltre, anche un calo dei valori del 3,5% equivalente a circa 2 miliardi di euro in meno. I prezzi sono mediamente cresciuti del 4%. L’aumento invece cosi come anticipato sfiora il 7%. Calo, nello specifico dei fermi (-7,5%), dei bianchi (-6%) e dei vini rossi (9,2%).

Non solo il settore dei vini è in forte difficoltà, la crisi sta trascinando dentro un vortice senza fini numerosi settori della nostra economia: scarpe, elettrodomestici, medicinali e  cibo, ogni specifico contesto registra aumenti di prezzo per quel che riguarda i singoli articoli, complice l’inflazione ormai galoppante. A questo punto si attendono risposte anche da parte delle istituzioni per evitare che tutto possa crollare da un momento all’altro.

Allarme vino, la grande distribuzione lancia l’allarme: altri settori in forte crisi

I guai nel nostro paese non si riscontrano esclusivamente nel settore dei vini. Un’altra bevanda sempre apprezzata in Italia rischia di finire al centro di una profonda crisi, complice un mercato per niente gratificante. Parliamo della birra. Nel caso specifico a breve potrebbe esserci un deciso intervento da parte del Governo in merito alla riduzione delle accise sulle birre artigianali prodotte nel nostro paese. Anche in questo settore a rovinare tutto ci hanno pensato il caro energia, i costi schizzati alle stelle e la scarsità di risorse.

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A forte rischio anche il comparto dell’olio extravergine d’oliva. In questo specifico caso l’aumento dei costi di produzione hanno fatto lievitare i prezzi per i consumatori finali. La dinamica mette a rischio l’intera produzione nazionale e chiaramente va a creare una enorme problematica per il settore dell’export nel nostro paese. Il momento insomma è più che mai critico. Urgono risposte da parte delle istituzioni e precisi piani operativi. Il rischio è concreto, tutto potrebbe crollare da un momento all’altro.