Leggere il cedolino della pensione di novembre farà sorridere molti pensionati. Tra rivalutazione, Bonus e conguagli l’importo sarà superiore rispetto al previsto.
I pensionati possono notare fin d’ora gli aumenti sulla pensione di novembre accedendo al Fascicolo previdenziale sul portale dell’INPS.
Il contesto in cui viviamo non dà spazio a attese e speranza. Servono interventi efficaci messi in pratica il prima possibile per sostenere la popolazione contro l’inflazione. Tassi dei mutui alle stelle, costi dei generi alimentari proibitivi e bollette di luce e gas dagli importi senza precedenti. Le famiglie italiane stanno cominciando a piegarsi davanti a tanti rincari e se la nazione vuole sopravvivere il Governo ha il dovere di aiutare i cittadini. Nell’attesa del primo decreto della Premier Meloni si possono valutare gli aiuti erogati dal precedente esecutivo. L’aumento del costo della vita ha imposto, infatti, misure a sostegno degli italiani, lavoratori e pensionati. Se per i primi l’aiuto si è tradotto nel taglio del cuneo fiscale, per i secondi è arrivata la rivalutazione delle pensioni. Entrambe le categorie, poi, hanno potuto contare sul Bonus 200 euro una tantum e sul Bonus 150 euro. Tutto questo come si potrà leggere nel cedolino della pensione di novembre?
Una voce che salterà subito all’occhio nel cedolino di novembre è quella riguardante il Bonus 150 euro una tantum. Erede del Bonus 200 euro si differenzia solamente per l’importo erogato e il limite reddituale dei beneficiari. Non sarà più di 35 mila euro per l’anno 2021 ma di 20 mila euro.
Destinatari della misura sono i titolari di trattamenti pensionistici a carico di qualsiasi forma previdenziale obbligatoria, di assegno o pensione sociale, di assegno o pensione per invalidi civili, di trattamenti di accompagnamento alla pensione, di assegno o pensione per ciechi e sordomuti. Non concorrono alla formazione del reddito di 20 mila euro il Trattamento di Fine Servizio o Rapporto, la casa di proprietà in cui si risiede e gli arretrati soggetti a tassazione separata.
A novembre la pensione avrà importo più alto per la rivalutazione anticipata del 2%. Solitamente la perequazione avviene ad inizio anno sulla base del tasso di inflazione raggiunto l’anno precedente. Il vecchio esecutivo ha deciso di anticipare il meccanismo di ricalcolo a ottobre 2022 ma solo parzialmente. Gli aumenti, dunque, risulteranno pari al 2% dell’importo della pensione più un 0,2% di incremento legato al conguaglio. Parliamo della differenza tra tasso di inflazione stimato a gennaio 2022 – 1,7% – e tasso effettivo -1,9%.
In totale, dunque, i pensionati riceveranno un 2,2% in più di rivalutazione. La percentuale si traduce in aumenti tra 10 e 50 euro circa che toccheranno gli assegni degli ultimi tre mesi dell’anno e la tredicesima.
Infine, da non dimenticare gli arretrati che alcuni pensionati attendono con riferimento alle modifiche delle aliquote IRPEF previste dalla Legge di Bilancio 2022 e alla riduzione degli scaglioni da 5 a 4. Insomma, novembre sarà un mese più ricco in attesa della rivalutazione totale stimata al 7/8% che arriverà a gennaio 2023.
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