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WhatsApp, la finta app che ruba i dati: come difendersi?

Published by
Matteo Runchi

Si sta diffondendo una versione pirata di WhatsApp, spacciata per un’evoluzione dell’app di messaggistica, che mette a rischio i propri dati.

Si chiama WhatsApp Pink, è un clone pericoloso che mette a repentaglio la sicurezza dei propri dispositivi, rubando i dati degli utenti.

Pixabay

Il primo passo da fare per evitare di cadere in questa truffa è stare lontani da questa applicazione, senza nemmeno scaricarla. Il fatto di averla sul proprio telefono non comporta però nessun rischio. Il clone diventa pericoloso soltanto dal momento in cui si esegue il login. Da lì comincia a sottrarre dati e informazioni personali all’utente malcapitato.

WhatsApp Pink, il clone rosa

La contraffazione è un problema molto diffuso in diversi mercati. Ma mai come su internet questa pratica può diventare pericolosa. Se nel mondo reale il danno principale che deriva dalla contraffazione è economico sia per chi acquista, che ottiene un prodotto scadente, sia per chi vende il prodotto originale, danneggiato dalla concorrenza sleale, sul web il rischio è quello di vedersi sottratti i propri dati. 

Un pericolo che non va sottovalutato. I dati personali sono quanto di più prezioso si possa trovare su internet. Furti di account, identità e password rendono molto a chi li esegue, e possono causare problemi di ogni tipo a chi li subisce. Per questo proteggere i propri dati dovrebbe essere una priorità per chiunque utilizzi la rete.

WhatsApp Pink tenta di fare proprio questo. Applicazione spacciata come versione migliorata del famoso sistema di messaggistica istantanea di meta, è in realtà un malware, un programma creato per danneggiare il dispositivo che lo ospita. Una volta scaricata, l’applicazione richiederà alcuni dati per cominciare a funzionare. Dal momento in cui questi dati vengono forniti però, l’accesso al proprio dispositivo risulterà per sempre compromesso.

Il primo passo per evitare che questo accada è stare attenti a quello che si scarica. Prima di tutto bisogna fidarsi soltanto delle applicazioni presenti sugli store ufficiali. Anche in questi casi però a volte si può incappare in malware, e quindi, se non si è sicuri, è bene verificare il nome dello sviluppatore dell’applicazione, sempre presente nella descrizione. Una rapida ricerca svelerà eventuali malintenzionati, proteggendo il proprio dispositivo.

Come difendersi?

Ma come fare invece se si è già caduti in trappola? È possibile difendersi se abbiamo già fornito i nostri dati a WhatsApp Pink? Un primo passo in questo senso è scollegare l’applicazione dalla propria versione web, per impedire che danneggi altri dispositivi. A questo punto è opportuno cancellare completamente l’app. Attenzione, in questo caso non basta disinstallarla: è bene utilizzare programmi di pulizia per eliminare ogni sua traccia dal dispositivo. In questo modo ci si assicura che il proprio telefono sia completamente protetto.

Infine, se si è collegata l’app alla versione web, è bene anche svuotare la cache del proprio browser. La cache è una memoria nascosta che ospita piccoli file che facilitano l’avvio di determinati programmi. Svuotandola ci si assicura che ogni traccia di WhatsApp Pink sia sparita dal proprio dispositivo e che non possa ricomparire. Anche dopo queste operazioni è comunque bene reimpostare le proprie password principali.

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Matteo Runchi

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