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Monete rare, la 10 lire che vale 4mila: come riconoscerla

Published by
Alfredo Iannaccone

Le vecchie lire, che ricordi, che nostalgia! Epoche lontane, fin troppo, che hanno contrassegnato momenti felici e anche tristi della nostra esistenza, momenti che non potremo mai cancellare.

Se pensiamo agli anni ’80, non possiamo non ricordare il periodo più spensierato che ci sia mai stato, l’epoca dei manager rampanti e dei soldi facili, l’epoca del tutto era possibile.

pixabay

La lira è rimasta nei nostri cuori e questo sentimento è inevitabilmente stato amplificato dall’addio alla nostra moneta e dall’arrivo dell’euro.

Da questo momento in poi, in collezionisti si sono scatenati, dal momento che, da una parte, i viaggiatori dell’Europa unita, con la moneta amplificata, hanno permesso di far circolare ovunque “i propri euro”, laddove cambia il simbolo della nazione, ma quello della Ue resta il medesimo.

Dall’altra parte è partita la caccia alla vecchia lira, sia a quelle storiche, quelle celebrative, che quelle nate da errori di conio che ne hanno elevato il valore all’ennesima potenza.

Ricordiamo sempre, come premessa, che le vecchie monete, per avere un valore apprezzabile sul mercato, devono essere fior di conio, ovvero vanno mantenute in uno stato perfetto.

Ma dove le troviamo? Dove sono nascoste le monete rare e preziose? Di certo possono essere ovunque. Vengono fuori quando meno ce lo aspettiamo, da vecchi cassetti, celate in giacche o cappotti consumati dal tempo.

Oppure le scoviamo in impensabili mercatini di paese, terreno fertile per cacciatori di monete, collezionisti ed esperti di antichità.

Da loro dovremmo carpire le informazioni, le conoscenze, la cultura necessaria per sapere dove scovarle.

Parliamo quindi di vecchia lira.

Partiamo dal presupposto che per avere un valore da collezione, le monete in questione devono soddisfare questi due requisiti:

  • essere rare
  • essere tenute in buone condizioni altrimenti il ​​loro valore diminuisce notevolmente.

Cominciamo con la moneta da 1 lira, quella con il ramo d’arancio da un lato e la testa decorata con le orecchie dall’altro: la moneta da 1 lira del 1947 arriva ad avere un valore di 1500 euro.

Un’altra moneta del 1947, ma questa volta la moneta da 2 lire con la spiga: quella di questa specifica annata se ben conservata può valere fino a 1800 euro.

La moneta da 5 lire con il grappolo d’uva (la prima di questo valore nominale) del 1946 può valere fino a 1200 euro: in questo caso si tratta di una moneta realizzata in Italma, una delle tante leghe utilizzate dalla Zecca di Stato.

Infine eccola, la moneta da 10 lire che molti ricorderanno. Sono le 10 lire con il ramoscello d’ulivo. Se ben conservate e dell’anno 1947 il loro valore arriva a 4000 euro .

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Alfredo Iannaccone

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