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Torna l’influenza aviaria: nuovo focolaio in Europa, la speranza degli scienziati

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Marco Infanti

È stato riscontrato un nuovo caso di influenza aviaria nel vecchio continente e adesso la priorità è contenere il contagio. 

In Inghilterra è stato individuato un nuovo focolaio di influenza aviaria. La scoperta è avvenuta nella contea di Devon, dove uno zoo del luogo ha confermato l’allarme sanitario che era circolato qualche ora prima.

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Sono stati gli stessi dipendenti della struttura a confermare la notizia, pubblicando un post sulla loro pagina Facebook. Sembra che tutto sia nato dal decesso che era avvenuto nella giornata di domenica 28 Agosto 2022 di un pellicano che faceva parte dello zoo. 

Influenza aviaria, nuovo caso nel regno Unito: ecco che cos’è successo

Una morte che è sembrata subito sospetta ai veterinari che l’hanno visitata, e che hanno immediatamente sviluppato il sospetto che potesse trattarsi di aviaria. Il test per l’aviaria è stato infatti eseguito subito dopo e ha purtroppo dato esito positivo al ceppo denominato H5N1, che oltretutto per quanto sa la scienza, è anche il più contagioso tra gli uccelli.

A quel punto sono state subito avvertite le autorità sanitarie locali della scoperta di questo focolaio, e lo zoo è stato messo sotto controllo in quarantena, sotto l’attenta supervisione dell’Animal and Plant Health Agency. Gli scienziati adesso sono preoccupati perché, come si accennava in precedenza, si tratta di un ceppo conosciuta dalla comunità scientifica per la sua alta trasmissibilità e da quanto si apprende dalle prime fonti, in Inghilterra il Ministero della sanità ha già dichiarato di aver registrato sul territorio almeno 115 casi di influenza aviaria. 

Influenza aviaria, come si sviluppa questa malattia e chi contagia

Lo zoo resterà chiuso fin quando non saranno completate le misure di isolamento e contenimento del virus, ma la paura adesso è che questo ceppo possa comunque espandersi tra gli uccelli in altre parti del Regno Unito. Quando parliamo di influenza aviaria, ci riferiamo a una malattia virale che si è sviluppata tra gli uccelli.

Va però precisato che nella maggior parte dei casi questi quando la contraggono non si ammalano, in quanto riescono ad eliminare il virus espellendo dalle feci. Nel momento in cui però invece infetta, questo diventa un grossissimo problema per il nostro ciclo produttivo in quanto gli allevamenti e la carne che finisce tutti i giorni nelle nostre tavole, rischiano a quel punto di essere contaminate.

Per questo si tratta di una malattia che è sempre comunque soggetta all’obbligo di denuncia da parte di chi la scopre, che deve subito informare in modo celere le autorità del focolaio appena nato per contenere in modo veloce il virus.

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Marco Infanti

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