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Raggi cosmici, una scoperta incredibile ci rivela la loro origine

Published by
Roberto Caccamo

L’origine delle particelle a più alta energia della Via Lattea è stato scoperta grazie al telescopio spaziale della missione Fermi.

Un gruppo di scienziati dell’Università del Wisconsin, negli Stati Uniti, è riuscita a scoprire l’origine dei raggi cosmici utilizzando il telescopio Fermi della Nasa.

Adobe Stock

Grazie a questo potentissimo telescopio si è potuta scoprire l’origine dei raggi cosmici che imperversano nella nostra galassia.

Raggi cosmici, alla scoperta della Via Lattea

Alcuni ricercatori dell’Università del Wisconin sono riusciti a scoprire che i raggi cosmici, le particelle a più alta energia di tutta la nostra galassia, sono generati da una supernova. Grazie all’utilizzo di oltre 12 anni di dati raccolti dal telescopio si è potuto scoprire che le supernove, esplodendo, creano delle onde d’urto talmente potenti da spingere le particelle, come i protoni di luce, ad velocità simile a quella della luce.

Tecnicamente, questi raggi cosmici sono protoni che trasportano una carica elettrica ed essendo delle particelle velocissime e “non lineari”, nel senso che non riusciamo sempre a tracciarne l’intera traiettoria, attraversando il nostro campo magnetico hanno sempre reso impossibile scoprirne la loro origine. Essendo racchiusi in campi magnetici instabili, queste particelle attraversano ripetutamente l’onda d’urto della supernova, e ad ogni passaggio guadagnano sempre nuova energia e velocità fino a che si disperdono nello spazio interstellare.

“I teorici pensano che i protoni dei raggi cosmici a più alta energia nella Via Lattea raggiungano un milione di miliardi di elettronvolt, o energie PeV – spiega Ke Fang, uno degli autori della ricerca– La natura precisa della loro origine, che chiamiamo PeVatrons, è stata difficile da identificare“.

Uno di questi PeVatrons è stato identificato dagli astronomi, i quali ne hanno stabilito la presenza di uno al centro della nostra galassia. Delle 300 supernove conosciute, papabili candidati ad essere l’origine di quei raggi cosmici, solo una manciata possedevano energia sufficiente ad emettere raggi gamma. Una di queste si chiama G106.3+2.7 ed è una pulsar luminosa nella costellazione di Cefeo. Sia il Very Energetic Radiation Imaging Telescope Array System che il Large Area Telescope della missione Fermi hanno rilevato la presenza di raggi gamma ad altissima intensità, di miliardi di elettronvolt (GeV).

“Finora, G106.3+2.7 è unico, ma potrebbe rivelarsi il membro più brillante di una nuova popolazione di residui di supernova che emettono raggi gamma con energie TeV – conclude Fang – Altri potrebbero essere rivelati attraverso future osservazioni di Fermi e osservatori di raggi gamma ad altissima energia”.

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Roberto Caccamo

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