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Gas sempre più raro, la risposta russa al “piano di risparmio” europeo preoccupa: cosa sta succedendo

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Roberto Caccamo

Non si è fatta attendere la risposta della Russia al “piano di risparmio” indetto dall’UE per cercare di calmierare la situazione gas in Europa.

Secondo quanto riportato da Nord-Stream.info, nel pomeriggio dello scorso venerdì la Russia avrebbe abbassato a 13 milioni di kWh/h i flussi fisici di gas nei confronti della Germania.

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Sempre secondo il noto sito statistico i flussi di gas sono scesi da 14,48 milioni di kWh/h a 13 milioni di kWh/h in una sola ora, ma per il momento non dovrebbero esserci ulteriori variazioni.

Gas, la risposta della Russia colpisce la Germania

Il conflitto scoppiato ufficialmente lo scorso marzo in Ucraina ha destabilizzato un Europa già fiacca dalla recente pandemia di Covid che ne aveva minato le fondamenta economiche. Il periodo di ripresa tanto millantato da ogni parte sembra non arrivare più e anzi ci si prepara ad un inverno ancora più indeciso.

Dall’altra parte i conflitti moderni si risolvono con sanzioni e divieti e adesso è il turno della Russia che dopo aver subito le “angherie” occidentali si prepara ad una risposta. Non è ancora chiaro se si tratti di una semplice scusa o no ma il Nord Stream, il gasdotto russo, ha diminuito la sua capacità dell’80% a causa di alcuni problemi con delle turbine.

La cosa strana è che Gazprom, l’azienda attiva nel settore energetico-minerario ed in special modo nell’estrazione e vendita di gas naturale, aveva riparato e avviato nuovamente il gasdotto portandolo al 40% della sua capacità a seguito di una manutenzione di 10 giorni. Questo “incidente” ha provocato un impennata incredibile dei prezzi del gas che in pochissime ore ha raggiunti cifre esorbitanti.

Dmitry Peskov, portavoce del Cremlino, ha rilasciato una dichiarazione nel quale spiegava che la Russia non poteva fare nulla riguardo al problema delle turbine del gasdotto Nord Stream. D’altro canto Olaf Scholz, il nuovo cancelliere tedesco, ha accusato la Russia di aver ritardato la riparazione della turbina che invece era già pronta da tempo: “È abbastanza chiaro e semplice: la turbina è lì e può essere consegnata, ma qualcuno deve dire ‘voglio averla’”.

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Roberto Caccamo

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