Bonus caldaia, c’è ancora tempo per le agevolazioni del Governo: fino a 4milaeuro di aiuto

Nella nuova manovra finanziaria sembra esserci ancora ampio spazio per il miglioramento energetico delle nostre case ed in particolare questo avviene con il superbonus 110% e con gli ecobonus per caldaie al 65% e condizionatori al 50%.

Le concessioni per una energia pulita nella propria casa sono state di fatto inserite tra quelle prorogate per altri 3 anni.

bonus caldaia 2022 fonte pixabay
bonus caldaia 2022 fonte pixabay

Consentono l’acquisto in franchigia di condizionatori e installazione di caldaie a condensazione per il riscaldamento e la produzione di acqua calda sanitaria, ma sempre sostenute da avanzati sistemi di termoregolazione.

Installando una caldaia a condensazione in classe A unitamente ad un avanzato sistema di termoregolazione si ottiene un credito d’imposta fino al 65%.

Tale agevolazione è riservata alle persone fisiche, anche non proprietarie dell’immobile, e ai contribuenti che percepiscono redditi di impresa o associazioni, cooperative ed enti pubblici e privati.

Il bonus può essere riscattato direttamente nella dichiarazione dei redditi 730. Viene previsto un beneficio fiscale diluito in dieci rate annuali, oppure con la cessione del credito e dello sconto in fattura.

Grazie al Decreto Rilancio, il credito maturato per l’installazione della caldaia può essere trasferito a banche.

Tutto questo per ottenere liquidità o trasformato in sconto in fattura, dall’impresa incaricata di sostituire o installare ex novo la caldaia.

Non dimentichiamo che un preventivo sostituzione caldaia può arrivare fino a 4000 euro.

Tutto questo alle detrazioni possiamo dimezzare il prezzo e arrivare a pagare una caldaia 24 kW top di gamma su 1700€, compreso montaggio e installazione.

L’unica precauzione sarà quella di seguire l’intero iter burocratico o delegarlo a qualcuno che se ne occupi al posto nostro. Infatti, se è vero che non sussistono particolari vincoli di reddito o ISEE, la domanda va comunque presentata, avendo cura di:

  • Dimostrare che la casa esiste già, perché le spese sostenute durante la costruzione dell’immobile non sono ammissibili
  • Certificare l’intervento e compilare il foglio informativo per la riqualificazione energetica dell’edificio di Enea.it (Agenzia Nazionale per le Nuove Tecnologie, l’Energia e lo Sviluppo Economico Sostenibile
  • Effettuare solo pagamenti tracciati con bonifici parlanti. Ovvero ”Detrazione del 65% ex Legge 296/2006 ″ e completi di codice fiscale e estremi di pagamento.
  • Raccogliere tutte le ricevute e le attestazioni rilasciate dall’installatore e compilare la dichiarazione di consenso all’esecuzione dei lavori, nonché l’Attestato di Prestazione Energetica (APE).

Per accedere ai bonus è necessario rivolgersi ad un installatore qualificato che ci fornirà tutta la documentazione necessaria per certificare che l’impianto è a norma. Oltre a mettere a rischio la nostra incolumità, un professionista non molto serio potrebbe farci incorrere nel rifiuto della pratica della detrazione fiscale caldaia.

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