Addio al bonus da 200 euro? È caos dopo le dimissioni di Draghi, la decisione ufficiale

Draghi è riuscito a tenere insieme l’euro al culmine della crisi del debito sovrano come Presidente della Bce, ma non è riuscito a tenere in linea i partiti politici italiani, proprio mentre la zona euro è alle prese con una nuova crisi.

Una pesantissima crisi energetica e inflazionistica che rischia di mettere il Paese in ginocchio, che aveva bisogno di una stabilità politica e di una coesione che nel momento più importante, nel pieno delle Riforme ancora da attuare, sono venute inesorabilmente a mancare.

Bonus 200 euro
Fonte Adobe Stock

Il premier si è dimesso giovedì scorso dopo che tre alleati della coalizione hanno ritirato il loro sostegno al suo Governo, mandando in frantumi l’unità che lo aveva spinto al potere nel febbraio 2021.

Poi sono arrivate le risposte negative alla Camera e al Senato e il Presidente Mattarella è stato costretto a sciogliere l’esecutivo. Saranno nuovamente elezioni.

Ma in quale clima? E soprattutto a quale costo per l’Italia?

Il tempismo di Draghi non potrebbe essere peggiore. Le sue dimissioni sono arrivate il giorno in cui la Banca Centrale Europea, che Draghi aveva brillantemente guidato nel tempo che fu, ha alzato il suo tasso di interesse di riferimento di 50 punti base. Si tratta del primo aumento in 11 anni.

La presidente della BCE Christine Lagarde e i suoi colleghi hanno anche svelato uno strumento che sperano possa garantire che i mercati non aumentino i costi dei prestiti in modo troppo aggressivo nelle economie vulnerabili.

Le obbligazioni italiane, che erano crollate dopo le dimissioni di Draghi, sono a dir poco sprofondate a seguito della mossa della BCE.

L’economia europea sta affrontando un’inflazione record, un rallentamento della crescita e una carenza di energia dopo che l’invasione russa dell’Ucraina ha messo gli investitori in crisi.

Le elezioni autunnali non hanno precedenti in Italia, periodo in cui il parlamento di solito prepara il bilancio annuale.

Ironia della sorte, la sua uscita dal potere arriva poco prima del decimo anniversario della sua promessa, il 26 luglio 2012, di fare “tutto il necessario” per mantenere in vigore la moneta unica.

Quando è diventato primo ministro, Draghi ha offerto un vantaggio ai mercati perché ha portato uno slancio alle riforme e una stabilità temporanea alla politica notoriamente instabile dell’Italia.

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Gli italiani ora si preparano a un nuovo lungo periodo di rinunce: ad esempio la crisi in atto rischia di bloccare proroghe di Bonus come quello dei 200 euro e degli sconti benzina. Al peggio non c’è mai fine.