Crisi di governo, adesso i nostri risparmi sono a rischio: l’annuncio della Bce

Il debito italiano è stato praticamente svenduto, ed è accaduto giovedì scorso, dopo che Mario Draghi si è dimesso e la Banca centrale europea ha fortemente aumentato i tassi di interesse nel suo sforzo di domare l’inflazione vertiginosa.

Un vortice, una tempesta perfetta, con al centro il caro vecchio Bel Paese, già alle prese con una crisi economica cocente, pesantissima, che ha mandato letteralmente in subbuglio famiglie e imprese.

Buoni Fruttiferi Postali
Buoni Fruttiferi Postali

Il rendimento del titolo di Stato italiano a 10 anni è aumentato di 0,27 punti percentuali a quasi il 3,7%. Tutto questo è accaduto quando la coalizione di unità nazionale di Draghi si è disfatta e la BCE ha alzato il tasso sui depositi di 0,5 punti percentuali a zero.

Il rialzo dei tassi di giovedì scorso, è stato il primo della BCE dal 2011 e ha posto fine a un periodo di otto anni di tassi di interesse negativi.

Il calo dei prezzi delle obbligazioni italiane ha portato il divario tra i rendimenti di riferimento italiani e tedeschi a 10 anni.

Siamo di fronte a un indicatore di stress del mercato attentamente monitorato – a 2,38 punti percentuali.

La pressione sul debito italiano si è leggermente attenuata più avanti nella sessione.

E’ avvenuto con i rendimenti in aumento di 0,15 punti percentuali al 3,5 per cento, portando lo spread a 2,32 punti percentuali.

La BCE aveva precedentemente segnalato che avrebbe aumentato i costi finanziari di 0,25 punti percentuali questo mese.

Tutto ciò mentre si muoveva per affrontare la rapida crescita dei prezzi al consumo, che ha raggiunto il massimo storico dell’8,6% nell’anno fino a giugno.

Ma giovedì la banca centrale ha affermato di aver ritenuto “appropriato fare un primo passo più ampio nel suo percorso di normalizzazione dei tassi ufficiali”.

Tutto ciò a causa dei rischi di inflazione e del “supporto rafforzato” fornito da un nuovo programma di acquisto di obbligazioni. E’ volto a limitare le divergenze nell’indebitamento costi tra i paesi più forti e quelli più deboli del blocco.

Ma come fare a salvare i propri risparmi in un momento del genere?

Contro l’inflazione galoppante che a giugno è arrivata fino all’8% conviene investire i propri soldi, per evitare che vengano erosi in buoni postali fruttiferi o in conti deposito?

Con i primi si arriva ad un tasso annuo lordo fino al 3,50% mentre con i secondi fino al 3,20%.

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