Aumento pensioni, il governo ha deciso per settembre: cosa sta succedendo

Il “Populista” Movimento Cinque Stelle italiano ha rifiutato di sostenere il governo di unità nazionale del Primo Ministro Mario Draghi, in un voto parlamentare critico, facendo precipitare il Paese in un nuovo ciclo di disordini politici.

Il secondo partito più grande in parlamento ha boicottato il voto di quel giovedì nero che rimarrà nella storia recente della politica italiana, ponendo il suo veto su un pacchetto da 26 miliardi di euro volto a proteggere gli italiani dall’impatto del peggioramento dell’inflazione.

Pensioni
Fonte Adobe Stock

Il leader dei Cinque Stelle Giuseppe Conte aveva dichiarato, senza mezzi termini, di non poter più sostenere il governo trasversale di Draghi, accusato dai Pentastellati di non fare abbastanza per aiutare le famiglie che devono far fronte all’aumento dei costi alimentari ed energetici.

E così siamo passati al confronto diretto in Parlamento che ha sancito la fine dell’era dell’ex numero uno della Bce.

Tuttavia Draghi, per legge, anche se con poteri ridotti, è rimasto in carica, e lo sarà fino a quando, 25 settembre, non si svolgeranno le prossime elezioni.

Il suo compito è quello di presiedere da qui alle prossime settimane il Consiglio dei Ministri, al fine di garantire la minima attività di un Governo che di fatto non esiste più.

Tuttavia il Paese non si può fermare, seppur travolto da una tempesta perfetta che ha infranto sul nascere tutti i piani di riforme ancora in atto.

Tra queste, inevitabilmente, tiene banco la questio relativa alla riforma delle pensioni, con un indispensabile aumento da mettere in atto, legato ad una inflazione che ha aumentato in maniera esponenziale il costo della vita.

L’emergenza povertà è bella che servita, la politica non può ignorare tutto questo. I 7 milioni di italiani che vivono in una condizione di indigenza non possono aspettare.

Anche per questa ragione, il dimissionario Mario Draghi, con quel poco di poteri che gli restano, ha incontrato più volte i sindacati per mettere a punto il nuovo piano pensioni.

Gli italiani, gli anziani, i soggetti fragili, quelli che vivono con la minima di 500 euro, non possono certo attendere che la politica trovi l’equilibrio e l’intesa.

Inoltre, ad oggi, il crollo del governo e le elezioni anticipate sollevano di fatto dubbi sulla capacità dell’Italia di approvare il suo bilancio in autunno e attuare riforme critiche per aiutare ad accelerare la traiettoria di crescita.

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Per quanto riguarda la rivalutazione delle pensioni, il governo prevede di far entrare in vigore gli aumenti già a settembre, coprendo così gli ultimi 4 assegni dell’anno in corso più la tredicesima.