Trasformare il proprio percorso di laurea in un riscatto per ottenere una pensione anticipata. Valorizzare gli anni di studio ai fini pensionistici.
In Italia tutto questo è possibile, ma qualcosa sta per cambiare. C’è una possibile evoluzione in ballo, e non è un caso che tutto ciò potrebbe avvenire in un momento in cui si fa tanto parlare di riforma pensionistica.
Pensione anticipata, maggiori agevolazioni nella fase post lavorativa adeguando le pensioni al mutato costo della vita, maggiore tutela di quelle categorie cosiddette fragili, come i lavoratori part time, oppure per esempio quei soggetti che per tutta una vita sono impegnati nei cosiddetti lavori usuranti.
In tempi così delicati, in contingenze così particolari, è bene pensare che “il momento della conclusione del lavoro” è un periodo fondamentale per chi, per una vita, si è sacrificato.
Il riscatto di laurea, normativamente parlando, in questo momento permette di convertire gli anni trascorsi in università, ma di farlo a a pagamento (3 o 5, a seconda degli anni previsti dal proprio corso di studi legale) in anni utili al raggiungimento dei requisiti pensionistici. E’ quindi una possibilità per chi vuole arrivare alla pensione con qualche anno di anticipo.
Tale facoltà è riconosciuta ad una condizione fondamentale e cioè il conseguimento del diploma.
Il diritto al riscatto non è quindi concesso a chi, pur avendo seguito un corso di studi universitario, non lo abbia poi di fatto completato.
Le qualifiche riconosciute sono le seguenti:
– diplomi universitari, relativi a corsi di durata non inferiore a due anni ma non superiore a tre anni.
– Diplomi di laurea, relativi sia al “vecchio ordinamento” che alla riforma (lauree magistrali e specialistiche).
– Diplomi di specializzazione, conseguiti dopo la laurea e di durata non inferiore a due anni.
– Dottorati di ricerca.
– Diplomi rilasciati da Istituti di Alta Formazione Artistica e Musicale.
l presidente dell’Inps, Pasquale Tridico, ha rilanciato l’idea di un riscatto della laurea completamente gratuito .
«Dobbiamo fare» – ha spiegato ieri Tridico dal Bologna Labor Festival – «un intervento importante che ovviamente necessita di risorse importanti. Si tratta della copertura di quel periodo di formazione in forma contributiva per poter riscattare la laurea gratis”.
Al momento, infatti, riscattare la laurea ai fini pensionistici costa 5.360 euro per ogni anno svolto che porta il prezzo complessivo di ulteriori 20mila euro.
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