Emergenza siccità nella Capitale, preoccupano le parole del sindaco: cosa sta succedendo

La Regione Lazio, per quanto riguarda il territorio intorno alla città eterna, sarebbe pronta a dichiarare lo stato di emergenza, dal momento che una grave siccità in corso solleva la prospettiva di un razionamento dell’acqua.

Dalla prossima settimana la pressione dell’acqua sarà ridotta durante la notte nei giorni di punta di luglio, agosto e settembre, nella Capitae. Gli edifici più alti potrebbero perdere del tutto i loro rifornimenti.

Roma Tevere siccità fonte pixabay
Roma Tevere siccità fonte pixabay

La società idrica Acea afferma di essere riuscita a tappare 1.300 perdite d’acqua da maggio a oggi, ma l’emergenza non pare essersi placata.

La “straordinaria siccità” di Roma significa che la Capitale e i suoi cittadini hanno sempre meno acqua a disposizione.

Descrivendo la situazione come estremamente “grave”, il governatore del Lazio Nicola Zingaretti ha dichiarato alla stampa nazionale che chiederà a tutti i sindaci della regione di introdurre misure per un massiccio risparmio idrico.

Dal momento che il livello dell’acqua del fiume Tevere è sceso di ben un metro rispetto a questo stesso periodo dell’anno scorso, il sindaco di Roma ha sottolineato che al momento non vi sono piani per il razionamento, ma ha consigliato ai cittadini di non sprecare assolutamente acqua.

Non dimentichiamo che, oltre a Roma e al territorio laziale, lo stesso Nord Italia, attualmente, è alle prese con una grave siccità che minaccia il settore agricolo e ha visto il fiume Po raggiungere il livello più basso degli ultimi 70 anni.

Martedì il sottosegretario alla salute Andrea Costa ha indicato che il governo dichiarerà lo stato di emergenza nelle regioni più colpite dalla siccità.

Il responsabile dell’Autorità per il Bacino del Tevere, Erasmo D’Angelis, ha dichiarato che, dall’ultima siccità dell’estate del 2017, l’Autorità idrica di Roma Acea ha migliorato il pessimo record di perdite dei tubi della città, dal 43 per cento al 28 per cento.

Il clima sta cambiando e anche noi dobbiamo cambiare, ha detto D’Angelis, aggiungendo che attualmente la zona più colpita del Lazio, per quanto concerne il triste fenomeno della siccità, è la provincia di Viterbo a nord di Roma.

I media locali hanno pubblicato immagini di persone che camminavano sul letto del fiume Tevere a nord di Roma mentre vicino al Vaticano i resti dell’antico Ponte di Nerone sono emersi con il recente calo del livello dell’acqua.

In fondo la riduzione del livello idrico non giova nemmeno al rilancio turistico della Città Eterna, in periodo Post Pandemia, soprattutto per quanto riguarda le attività commerciali.

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