Regionali Lombardia: firme irregolari, a rischio lista Formigoni Roberto Formigoni escluso per 79 firme. Dopo il caos nel Lazio, un ricorso della Lista Bonino-Pannella ha gettato in un limbo improvviso il Pdl che ora rischia anche in Lombardia.
La Corte d'Appello di Milano ha dato ragione ai Radicali ed escluso il listino del governatore dalle elezioni regionali, riscontrando irregolarita' nella sottoscrizione delle firme. Irregolarita' riscontrate, pur se in misura inferiore, anche nei moduli presentati dallo sfidante del Pd, Filippo Penati, che, pero', si salva grazie a poco meno di trecento firme.
Con l'esclusione del listino Formigoni dalla competizione elettorale decade automaticamente anche la candidatura dello stesso governatore, in corsa per un quarto mandato (anche su questo i Radicali avevano presentato ricorso), e l'ammissibilita' di tutte le liste provinciali a lui collegate. Formigoni - che si e' difeso definendosi un "candidato perfettamente regolare" - ha tempo fino alle 14 di martedì per presentare ricorso e tentare di ritornare in corsa.
Le firme raccolte nella mia lista - ha sostenuto il candidato del Pdl - sono "tutte valide, tutte, tutte, tutte" e in Lombardia "non e' stato commesso alcun errore". Al governatore e' arrivata la "solidarieta'" del sindaco di Roma, Gianni Alemanno, alle prese col rovente caso del Lazio (Renata Polverini e' stata esclusa perche' il Pdl non ha presentato la lista in tempo).
Ma sulla questione e' intervenuto, critico, il leader del partito alleato, Umberto Bossi. "Come si fa a sbagliare a portare le liste elettorali?", ha detto il senatur ai cronisti che gli chiedevano un commento sul caos della lista Formigoni.
La lunga giornata lombarda e' iniziata lunedì alle 8:30, quando Lorenzo Lipparini, delegato della Lista Bonino-Pannella, ha presentato un ricorso in cui si chiedeva all'ufficio centrale regionale della Corte di riconsiderare l'ammissione delle liste 'Per la Lombardia' e 'Penati presidente' denunciando una serie di irregolarita' riscontrate nell'autenticazione delle firme.
Subito sono stati convocati in tribunale gli altri rappresentanti di lista con i rispettivi avvocati e si e' tenuta una riunione alla presenza del presidente della Provincia, Guido Podesta'. Ma la Corte ha accolto in parte le ragioni dei Radicali, riscontrando che, tra i moduli presentati dal Pdl, in 136 mancava il regolare timbro; in 121 la data dell'autenticazione della firma e in 229 il luogo; in 28 la qualifica dell'autenticante: per un totale di 514 sottoscrizioni non valide.
Quindi, sottraendoli al numero dei moduli presentati a sostegno di 'Per la Lombardia' ne rimanevano solo 3.421 regolari: 79 in meno il numero minimo (3.500) fissato dalla legge per le Regioni con piu' di un milione di abitanti. La Lista Bonino-Pannella aveva segnalato piu' di 900 irregolarita'.
La Corte non ha pero' voluto pronunciarsi sui casi che riguardavano certificati elettorali con data anteriore a quella di autenticazione della firma (vizio definito "astrattamente ammissibile").
Per quanto riguarda la Lista Penati, invece, e' stato riscontrato un numero inferiore di irregolarita' (173), non sufficiente ad abbassare le sottoscrizioni valide (3.795) al di sotto della soglia minima di legge.
02 / 03 / 2010
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