Milano: sentenza storica, barista condannato a pagare diritti musicali per radio accesa
Il Tribunale di Milano ha condannato il gestore di un bar per aver diffuso nel locale musica attraverso una radio senza aver corrisposto i compensi dovuti per legge ad artisti e produttori discografici attraverso Scf, il consorzio maggiormente rappresentativo delle imprese discografiche nella gestione dei diritti discografici.
La sentenza, si legge in una nota di Scf, riconosce il 'valore della musica' quale componente ad alto valore aggiunto per il business degli operatori professionali che scelgono di diffonderla nell'ambito della propria attività.
La musica d'ambiente rappresenta un servizio aggiuntivo perché intrattenere i clienti, ne attrae di nuovi, con evidenti benefici in ambito commerciale ed economico.
"La decisione del Tribunale di Milano rappresenta un provvedimento storico che costituirà sicuramente un precedente significativo nell'ambito dell'attività della magistratura. Riafferma e chiarisce il via definitiva che il pagamento del compenso a Scf per i diritti discografici è dovuto qualsiasi sia il mezzo utilizzato, anche nel caso di una radio", commenta Gianluigi Chiodaroli, Presidente di Scf.
"La bontà delle motivazioni della sentenza, inoltre, è testimoniata dalla realtà quotidiana: ogni giorno sono sempre di più gli operatori professionali a contatto con il pubblico, quali sono i bar e gli alberghi, che apprezzano e presentano un impiego intensivo di musica per arricchire e meglio ambientare la propria offerta di servizi".
Il Tribunale di Milano ha imposto al gestore del bar il pagamento delle spese processuali, pari a 2.400 euro, oltre alla tariffa annua di riferimento, 69,38 Iva inclusa, considerandola di particolare favore per il soggetto tenuto a corrispondere il compenso per i diritti discografici.
Nel 2009 oltre 20.000 bar e ristoranti, più di 15.000 alberghi e altrettanti esercizi della grande distribuzione organizzata, oltre 5.000 negozi di abbigliamento e circa 3.000 parrocchie hanno spontaneamente aderito alle proposte tariffarie di Scf in linea con gli accordi raggiunti con organizzazioni di categoria come Confcommercio, Fipe, Federdistribuzione, Federalberghi, Federmoda, Confcooperative e Cei.
12 / 03 / 2010
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