Milano: scandalo derivati, a giudizio 4 banche e 2 ex esponenti del Comune
Per la prima volta le banche saranno chiamate a difendersi in un processo dall'accusa di aver truffato un ente pubblico attraverso il complicato strumento finanziario dei derivati.
La decisione storica viene presa dal gup di Milano Simone Luerti che, dopo due ore di camera di consiglio, rinvia a giudizio quattro istituti di credito, 11 manager della banche e due ex esponenti del Comune. Deutsche Bank, Jp Morgan, Depfa (sede di Dublino) e Ubs (filiale londinese) sono accusate di aver violato la legge 231 del 2001 sulla responsabilita' oggettiva delle aziende per reati commessi da propri dipendenti per aver contribuito alla truffa aggravata ai danni del Comune di Milano, in relazione allo swap emesso con scadenza triennale 2005, un bond da 1,68 miliardi, con un danno per Palazzo Marino di 110 milioni.
Con le banche saranno processate, a partire dal 6 maggio prossimo davanti ai giudici della IV sezione penale, 11 loro funzionari e dua manager del Comune, Giorgio Porta, ex direttore generale, e il consulente Mauro Mauri.
Tra i funzionari delle banche, c'e' Gaetano Bassolino (Ubs), figlio del governatore uscente della Campania, Antonio. Secondo la Procura, gli istituti di credito avrebbero omesso di informare il Comune sui rischi dei derivati, guadagnando cosi' a bilancio una somma di 52 milioni. Profitto, quest'ultimo, che per i legali delle difese sarebbe stato solo virtuale.
Da tempo la Procura, rappresentata dal pm Alfredo Robledo, ha ottenuto il deposito sui propri conti di 100 milioni che saranno confiscati in caso di condanna. Le banche hanno reagito con diversi comunicati in cui affermano di aver agito correttamente.
18 / 03 / 2010
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