Milano: scandalo affitti. Comune nella bufera Il Comune di Milano apre gli archivi “segreti” e scoppia lo scandalo affittopoli: l’operazione è stata chiamata dallo stesso assessore alla casa Gianni Verga, “archivi aperti”, MA fino ad oggi di aperto non ci sono stati di certo “gli occhi” di chi doveva vigilare su questa ennesima truffa all’italiana.
Negli archivi si scoprono affitti (oltre 1.2.00) a prezzi stracciati, di immobili di proprietà del Comune, che si perdono nella notte dei tempi, addirittura al 1950, Ma anche concessioni date, o rinnovate, nei più recenti anni Duemila.
Nella lista non ci sarebbero solo appartamenti, ma anche studi professionali, parcheggi, negozi e supermercati del Demanio comunale che dovevano essere assegnati con bandi pubblici per casi sociali.
QUALCHE ESMPIO
- In via Pantano, due passi da via Larga, c’è chi vive in 200 metri quadrati con 635 euro al mese
- In via Bagutta con 277 euro al mese si sta in 73 metri quadrati (in concessione dal 2002)
- In galleria Vittorio Emanuele, dal 2005, si pagano ancora 846 euro al mese per 62 metri quadrati
- In piazza Duomo in un appartamento di 205 metri quadrati si vive per la miseria di 412 euro al mese, e un monolocale di 32 metri quadri per 80 euro, nel 2002, un ufficio è stato concesso per 23.418 euro all’anno
- In via Foscolo, dietro alla Galleria, nel 2003 è stato rinnovato un affitto a equo canone per un appartamento di 82 metri quadrati a 342 euro al mese.
- In via Dogana, il contratto è del 1988, si pagano 1850 euro all’anno per 76 metri quadrati.
- In via Lanzone 47, 45 metri quadrati in affitto a equo canone a 5.625 euro l'anno. (il contratto è recente: 5 settembre 2006).
- In via Santa Sofia per 80 metri quadrati, meno di mille euro al mese
- In Galleria per un appartamento di 62,21 metri quadrati si paga poco più di 10 mila euro l'anno
- In Viale Montenero 73, si paga 803 euro l’anno per un alloggio da 76 metri quadri e 743 euro per settanta metri quadri.
Un solo commento VERGOGNA
Palazzo Marino ha deciso di fare chiarezza e di impostare nuovi meccanismi di assegnazione degli immobili. “Canoni bassi legati a privilegi del passato – si difende il Comune – ora, si cambia rotta”. SPERIAMO.
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