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Milano: racket del “caro defunto”, coinvolti 8 ospedali. Arrestate 41 persone


Sono 8 gli ospedali milanesi e 19 le imprese funebri coinvolte in un'indagine sulla truffa al “caro estinto” che ha portato in manette 41 persone.

Tra gli ospedali coinvolti ci sono il Pio Albergo Trivulzio, l'ospedale San Paolo, il San Carlo, il Sacco, il Policlinico, l'ospedale San Giuseppe, la clinica Santa Rita e l'ospedale Niguarda.

In totale sono 41 le persone colpite da ordinanza di custodia cautelare perché responsabili di un'attività di corruzione e rivelazione di segreti d'ufficio.

A finire in manette sono state 5 persone tutte titolari o collaboratori di imprese funebri. Altre 36 persone sono invece finite ai domiciliari, si tratta di 23 infermieri, un dipendente di struttura sanitaria e 12 rappresentanti legali o dipendenti di imprese funerarie.

  • LA RICOSTRUZIONE

L'attività investigativa ha avuto origine da due differenti denunce: un esposto presentato nel marzo 2003 al Comune di Milano dal titolare di un'impresa di pompe funebri e una denuncia datata maggio 2007 presentata dal Comitato familiari di deceduti in ospedale.

Nel primo caso si lamentava che i titolari di alcune imprese concorrenti, restavano costantemente vicino alla camera mortuaria dell'ospedale Niguarda e, agevolati da compiacenti infermieri, si accaparravano i servizi funebri.

Il Comitato, invece, aveva denunciato la spartizione del mercato delle salme attraverso la compiacente e retribuita collaborazione dei dipendenti dell'ospedale che segnalando i decessi violavano le regole del libero mercato.

Le indagini, durate oltre un anno, hanno permesso di smantellare una vera e proprio organizzazione formata da infermieri e dipendenti di pompe funebri capaci di gestire in modo illegale il racket.

IL TARIFFARIO

Dalle conversazioni telefoniche è emerso un vero e proprio tariffario: all'addetto alla camera mortuaria erano garantiti da parte dell'impresa funebre dai 30 agli 80 euro per la vestizione, tra i 150 e i 250 euro invece era il compenso per gli infermieri che favorivano un'impresa piuttosto che un'altra.

16 / 10 / 2008



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