Milano: la crisi colpisce anche le aziende metalmeccaniche lombarde. A rischio 80 mila lavoratori Sono bastati sei mesi per far triplicare il numero di aziende metalmeccaniche colpite dalla crisi in Lombardia: nella Regione “locomotiva” del Paese la crisi coinvolge direttamente 971 aziende del settore, il 197% in più rispetto alle 327 registrate nel primo semestre del 2008.
Un'impennata vertiginosa che manda in allarme rosso l'occupazione: sono 80.082 i lavoratori complessivamente coinvolti, 49.033 quelli sospesi (il 317% in più rispetto a quelli del primo semestre dell'anno), con una crescita del ricorso alla cassa integrazione ordinaria pari alla cifra record del 748%.
E' il quadro di una crisi trasversale che, secondo quanto emerge dall'indagine congiunturale condotta sull'industria metalmeccanica lombarda dalla Fim-Cisl, riguarda tutti i settori, tutte le aree della Regione e aziende di tutte le dimensioni, senza risparmiare gruppi industriali di primo piano nel panorama nazionale e internazionale.
Tra le aziende troviamo la Beretta e l'Iveco di Brescia, la Moto Guzzi di Lecco, la Whirlpool di Varese, la Tenaris di Dalmine (cassa integrazione ordinaria per 229 dipendenti), la Brembo di Bergamo (900 i cassaintegrati complessivi), la Magneti Marelli di Magenta e la Mivar di Abbiategrasso.
Colpite soprattutto le aree industriali più significative della Regione: Milano, con 227 aziende in crisi e il 17% degli interventi complessivi di mobilità, Brescia (80 aziende, 19% degli interventi), Bergamo (90, 15%) e Varese (122, 11%).
29 / 01 / 2009
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