Milano: in piazza della Scala nato il nuovo polo museale le Gallerie d'Italia. Ingresso gratuito fino al 2012 Aperto in piazza della Scala, nel cuore di Milano, le Gallerie d'Italia, il nuovo polo museale creato da Intesa SanPaolo e dalla Fondazione Cariplo.
Il museo di 2.900 metri quadrati, raccoglie 197 opere dell'Ottocento italiano, in particolare lombardo, ed è all'interno di due storici palazzi milanesi, palazzo Anguissola e palazzo Brentani, cui nella prossima primavera si affiancherà l'attigua storica sede della Comit in piazza della Scala, che ospiterà la nuova sezione delle Gallerie e vedrà esposta una selezione di opere del Novecento.
Delle 197 opere esposte, realizzate da 80 artisti, 135 appartengono alla collezione d'arte della Fondazione Cariplo e 62 a quella di Intesa SanPaolo, tutte selezionate dal curatore Fernando Mazzocca.

Il percorso espositivo propone un itinerario che va dal neoclassicismo di Antonio Canova (1757-1822) al futurismo di Umberto Boccioni (1882-1916). La rassegna inizia con una sequenza di tredici bassorilievi del Canova, ispirati ad Omero, Virgilio e Platone, di proprietà della Fondazione Cariplo e si conclude con quattro opere di Boccioni, appartenenti al patrimonio artistico di Intesa SanPaolo.
Il percorso è articolato in 13 sezioni, la prima dedicata ai bassorilievi di Antonio Canova. Seguono poi Francesco Hayez e i grandi temi romantici; Giovanni Migliara, Giuseppe Molteni, Pietro Ronzoni; Gerolamo Induno, Sebastiano De Albertis e la grande epica del Risorgimento; l'immagine di Milano nella veduta e nella pittura prospettica (Giovanni Migliara, Carlo Canella, Luigi Bisi, Angelo Inganni, tra gli altri); il fascino popolare dei Navigli (Canella, Inganni, Luigi Premazzi).
E ancora il paesaggio lombardo (Marco Gozzi, Silvio Poma, Emilio Gola, tra gli altri); il revival del Settecento nel salotto borghese (Gerolamo Induno, Francesco Valaperta, tra gli altri); la pittura di genere, scene della vita del popolo (Inganni, Induno, Attilio Pusterla, tra gli altri); dai macchiaioli ai divisionisti, la sperimentazione atmosferica sul vero (Giovanni Boldini, Telemaco Signorini); la pittura alpestre (Francesco Filippini, Filippo Carcano, Arnaldo Soldini, tra gli altri). Infine, il simbolismo (Luigi Rossi, Francesco Lojacono, Angelo Morbelli) e Umberto Boccioni, dal divisionismo al futurismo, nella sala 23, in cui sono esposte Tre donne e Officine a Porta Romana, opere che segnano il passaggio dal divisionismo al futurismo.
Le “Gallerie d’Italia” resteranno aperte gratuitamente fino al completamento del museo, previsto nel 2012 con l’inaugurazione della sezione “Novecento”.
04 / 11 / 2011
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