Milano: follia a San Donato. Lite tra condomini, due morti e una donna ferita
E' deceduta all'ospedale Humanitas di Rozzano Matilde Tanzini, pensionata classe 1934, ferita insieme alla figlia intorno alle 15 di mercoledì 27 agosto durante una lite per futili motivi condominiali dal vicino di casa, un cittadino brasiliano che dopo averle colpite con sei colpi di pistola 7,65 si è poi sparato alla testa uccidendosi.
Il violento litigio tra i tre è scoppiato perchè l'uomo aveva staccato la luce all'appartamento delle due donne, probabilmente per ripicca dopo l'ennesimo diverbio.
E quando la signora Matilde insieme con la figlia sabrina è scesa per protestare con quel loro vicino brasiliano che occupava l'appartamento sotto il loro, sono volate parole grosse, poi l'uomo ha estratto una pistola e gli ha sparato colpendo le due donne all'addome e alla testa mentre tentavano di fuggire.
Le due sono crollate agonizzanti in un lago di sangue sul pianerottolo del piano terra di uno stabile popolare di via Di Vittorio 51/B a San Donato Milanese, di fronte alla porta d'ingresso dell'appartamento in cui l'uomo viveva da solo.
Poi Wesley Pessoa De Sousa, trentenne regolare in Italia e incensurato si è barricato in casa e quando ha sentito i carabinieri alla sua porta si è sparato un colpo alla testa con la stessa arma, detenuta illegalmente e con la matricola abrasa, uccidendosi.
E proprio l'arma rimane l'unico mistero di questa triste storia, e ora i carabinieri della locale Compagnia stanno cercando di capire dove e come l'uomo se la sia procurata e perché la tenesse in casa.
Per il resto non ci sono molti dubbi: i rapporti tra i tre erano logorati da tempo e andavano avanti tra reciproci dispetti e continue ripicche in un crescendo di sospetti e accuse per i soliti, futili, motivi per i quali si litiga in tutti i condominii.
Ora, pur tenendo conto che via Di Vittorio è una zona storicamente considerata come "malfamata e balorda" dove è facile passare dalle parole ai fatti, rimane sconcertante come l'uomo abbia deciso di sparare alle due donne, con l'intenzione probabilmente di ucciderle, e poi, vistosi preso, farla finita.
Spetterà ora al medico legale capire se il brasiliano fosse sotto l'effetto degli stupefacenti o dell'alcol e agli investigatori ricostruirne la storia personale, forse meno chiara di quello che si è pensato fino ad oggi.
Per ricostruire la dinamica della lite sfociata in tragedia servirebbe invece la testimonianza di Sabrina, impiegata 45enne, che al momento è ricoverata in prognosi riservata all'ospedale San Raffaele di Milano.
28 / 08 / 2008
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