Milano: ferrovie, scoppia la protesta dei pendolari lombardi. La Regione Lombardia scrive a Trenitalia I 350mila pendolari lombardi che ogni mattina utilizzano il treno per andare a scuola o a lavorare sono sul piede di guerra dopo aver vissuto un lunedì nero a causa nel primo giorno di applicazione del nuovo orario invernale.
"Le cose non hanno funzionato come avrebbero dovuto - ha scritto in una nota il presidente della Regione Lombardia, Roberto Formigoni - e come Rfi e Trenitalia avevano garantito. Sono stati registrati ritardi, la soppressione di alcuni treni mentre altri erano pieni quasi oltre il limite della loro capacità.
Scriverò personalmente ai vertici di Trenitalia per esigere il rispetto integrale degli accordi sottoscritti nei giorni scorsi".
Ora Trenitalia, secondo il Pirellone, deve immediatamente rimediare alla situazione e dare piena attuazione agli impegni presi. "In caso contrario - ha ammonito l'assessore regionale ai Trasporti, Raffaele Cattaneo - la Regione è pronta ad azioni clamorose" come quella di fermare in stazione il Freccia Rossa, il treno veloce inaugurato sabato.
"Il collegamento Alta Velocità Milano-Bologna che abbiamo inaugurato lo scorso sabato è sicuramente un fatto positivo - ha continuato il presidente Formigoni - ma si deve obbligatoriamente integrare con le esigenze dei 500mila pendolari che ogni giorno si spostano utilizzando questo servizio".
GIORNATA NERA
Il bollettino della Regione cita 3 treni soppressi lunedì 15 dicemvre (quello delle 6.35 da Como e i due treni delle 6.23 e 6.33 da Bergamo, via Carnate) dei 34 in arrivo a Monza verso Milano.
La soppressione dei 2 treni da Bergamo ha comportato ritardi di 10-15 minuti ai treni successivi e situazioni di straordinario sovraffollamento, in quanto i viaggiatori di Carnate, Arcore e Monza si sono dovuti concentrare sui 5 treni successivi provenienti da Lecco/Sondrio e Bergamo (via Carnate).
Sulla linea Milano-Chiasso, su cui già prima del cambio orario i 3 treni dell'ora di punta risultavano molto affollati (al limite della loro capienza), si è registrato un aumento dell'affollamento per la soppressione del treno delle 6.35.
I treni viaggiavano mediamente con 5 minuti di ritardo. Sul nodo di Treviglio i problemi principali sulla linea sono stati causati dalla soppressione dell'Eurostar delle 7.40 da Brescia: i successivi treni del trasporto regionale provenienti da Brescia si sono dovuti far carico dei viaggiatori del treno soppresso, accumulando pesanti ritardi e situazioni di sovraffollamento.
Il treno 10610 è stato soppresso, il treno 2092 è arrivato in Centrale con 45 minuti di ritardo. I treni Interregionali hanno fatto registrare un tasso di affollamento analogo alla situazione prima del cambio orario.
Il primo Eurostarcity utile per arrivare a Milano (previsto in Centrale alle 8.25) a Pioltello, ha addirittura ceduto il passo al treno Eurostar proveniente da Venezia, accumulando ulteriori 15 minuti di ritardo.
I treni della linea Milano-Bergamo via Treviglio, composti da 7 vetture doppio piano, hanno viaggiato in orario, fuorché il treno delle 8.02 previsto in Centrale alle 8.50, che ha registrato 10 minuti di ritardo.
Il treno in partenza alle 7.19 da Piacenza per Milano (con fermate a Casalpusterlengo, Lodi e Milano), inizialmente previsto dalla Regione Emilia Romagna e il cui servizio era stato incluso nel documento allegato al Patto del Trasporto pubblico locale come requisito essenziale dalla Provincia di Lodi, non è stato effettuato.
16 / 12 / 2008
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