Milano: a Segrate semafori truccati. Interviene la GdF
Quattro persone sono state indagate nell'ambito di un'inchiesta della procura di Milano su presunti semafori "truccati" lungo una strada provinciale, la cui luce arancione restava accesa troppo poco (mediamente due secondi e mezzo) per permettere agli automobilisti di attraversare l'incrocio senza passare con il rosso ed essere multati.
L’inchiesta della GdF è scattata dopo che nel giro di qualche mese gli automobilisti che transitavano in una delle strade più trafficate della brianza - la Cassanese -si sono visti recapitare oltre 50.000 multe per aver attraversato con il rosso gli incroci.
CONCLUSIONE: automobilisti tartassati e casse dell'amministrazione comunale “piene”. Nell'ultimo anno il Comune ha infatti incrementato le entrate per infrazioni dai circa 700.000 euro nel 2006 ai 2 milioni e 800 mila euro dell'anno in corso.
Gli automobilisti multati hanno così deciso di riunirsi e attraverso un legale, l'avvocato Francesca Fuso di Milano, hanno presentato un esposto alla Procura di Milano.
Scattata l’inchiesta, la Guardia di Finanza, ha effettuato perquisizioni in due ditte lombarde - la Citiesse e la Scae, rispettivamente produttrice e installatrice dei T-red - e ha sequestrato le telecamere poste sopra i semafori lungo la Cassanese agli incroci con via Cervi, via Roma, via Monza, via Gramsci, via Papa e via Morandi. E’ così finita (per ora) la leggenda del “vampiro rosso di Segrate”, il soprannome che il semaforo si era guadagnato dagli abitanti della zona.
L’INCHIESTA
Ad aver attirato l'attenzione del pm, non è stato solo il funzionamento dei semafori, causa anche di un aumento degli incidenti nei punti critici, ma anche le modalità con le quali le due societa, la Citiesse e la Scae, si sono aggiudicate le gare d'appalto per la fornitura degli apparecchi T – Red. Secondo quanto riferito, la ditta che aveva vinto la gara d'appalto percepiva il 25,10% dell'importo di ogni contravvenzione effettuata.
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