Champions: l’Inter ai quarti di finale. Il commento di Mourinho
Jose Mourinho da questa sera, dopo aver centrato i quarti di finale di Champions, puo' dire di aver fatto compiere all'Inter un passo in avanti anche in Europa, il motivo principale per cui era stato ingaggiato.
"E' un grande momento per la squadra, per l'Inter, per tutti i giocatori che anno dopo anno facevano fatica a oltrepassare la barriera degli ottavi di finale - spiega il tecnico portoghese a Sky - ed e' una qualificazione ottenuta non per fortuna, per gioco difensivo o perche' l'avversario non ha giocato bene, ma perche' noi abbiamo fatto una prestazione incredibile e ognuno ha fatto il suo lavoro in maniera stupenda.
L'Inter non arrivava ai quarti da qualche anno e non ci era andata nemmeno vicina. Abbiamo battuto due volte il Chelsea, che e' una grande squadra". Mourinho e' stato molto coraggioso schierando Sneijder dietro il tridente offensivo composto da Pandev-Eto'o e Milito. "Perche'? Conoscevo il Chelsea, ho lavorato, ho visto sette volte la partita dell'andata, conosco questo stadio, questi giocatori e sapevo che era impossibile pareggiare 0-0 giocando difensivamente.
Il loro gioco e' molto prevedibile. Il Chelsea gioca da anni allo stesso modo ma e' una prevedibilita' con una dinamica adatta alla qualita' dei giocatori e quindi ho pensato che questo era il modo giusto di giocare. Ivanovic e Zhirkov ci hanno pensato due volte ad attaccare con l'Inter cosi' schierata".
Mourinho ammette di essersi lasciato andare nell'entusiasmo dopo il match: "Ho festeggiato come mai, non faccio il bambino che si comporta bene. E' una vittoria fantastica della mia squadra, che e' l'Inter, dei miei tifosi, della mia societa'. Tutto quello che e' il Chelsea resta nel mio cuore ma e' il passato, anche se questa e' la mia casa e questo e' il mio stadio".
Stretta di mano prima del match anche con il tecnico del Chelsea Carlo Ancelotti, con il quale in passato non era mancato qualche screzio. "Con Carlo non ci sono problemi - spiega Mourinho - se qualche volta c'e' stata qualche parola, non significa che non c'e' stato rispetto.
Io come tradizione in Inghiltera gli ho portato una bottiglia di vino del mio paese, lui mi ha regalato il vino italiano e mi ha invitato nel suo ufficio nel dopo partita; speriamo di poterci andare con i tanti impegni di stampa. Gli auguro il successo con il Chelsea, spero vinca la Premier league, non vorrei restare l'unico ad aver vinto il campionato col Chelsea".
17 / 03 / 2010
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