Calcio: Andriy Shevchenko torna al Milan
Dopo due anni – di esilio a Londra - Andriy Shevchenko torna nel club che lo ha fatto conoscere al grande calcio.
Alla fine di una trattativa breve ma intensa, e che a un certo punto sembrava ormai arenata, il club di via Turati ha ufficializzato il ritorno del "figlio prodigo", per dirla alla Ramaccioni.
Con 297 presenze e 173 gol tra campionato e coppe, era diventato l'idolo di San Siro.
Due volte capocannoniere in A e Pallone d'oro nel 2004 l'ucraino cresciuto nella Dinamo Kiev, alla corte del colonnello Lobanovsky, in quel maggio del 2006 decise di lasciare Milanello per trasferirsi al Chelsea.
Il primo gol con la maglia dei Blues arriva nel Community Shield contro il Liverpool, ma il feeling tra lui e Stamford Bridge svanirà presto.
In due anni in Inghilterra l'ucraino colleziona 22 reti in 76 partite: mai titolare, sempre in discussione e sempre costretto a sfruttare pochi scampoli di partita per mettersi in mostra.
La svolta negli ultimi giorni della scorsa settimana: Milan e Chelsea parlano della cessione di Ivanovic che non si concretizza, ma Galliani ha già in mente il ritorno di Shevchenko.
La notizia trapela soltanto mercoledì e tra l'entusiasmo di Ramaccioni (manca davvero poco, sarò tra quelli che gli organizzerà una festa di benvenuto) e le mezze smentite di Carlo Ancelotti (le notizie non sono ufficiali, attualmente è ancora un giocatore del Chelsea) l'affare sembra fatto.
Poi, col passare delle ore emergono le differenze di vedute tra le due società: il Chelsea infatti insiste per il prestito con obbligo di riscatto ma da via Turati nicchiano e così giovedì Galliani dichiara “saltata” la trattativa.
Da allora un susseguirsi di contatti (e forse l'intervento in prima persona di Silvio Berlusconi), con il giocatore che ha probabilmente accettato un ribasso dell'ingaggio, e nel tardo pomeriggio di sabato la svolta finale: il Milan e i Blues pubblicano l'identico comunicato nel quale si sottolinea che “i termini dell'accordo sono confidenziali”.
Per l'amministratore delegato rossonero si tratta di “un ritorno a casa”, mentre per l'attaccante “è come aver vinto una Champions League”.
23 / 08 / 2008
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