Calcio: Ancelotti lancia la sfida scudetto. Le prospettive del Milan. Il caso Kakà e Beckham ''L'Inter punta sulla sulla forza degli attaccanti e sulla solidità difensiva. La Juve ha l'entusiasmo dei suoi giovani. Noi abbiamo qualità. Si profila una bella sfida''.
Carlo Ancelotti inquadra così la corsa allo scudetto 2008-2009: il suo Milan, reduce dal netto successo per 4-1, è staccato di 6 punti dall'Inter capolista e di 3 lunghezze dalla Juventus.
''Vediamo cosa succede a primavera, quando tornano le coppe'', dice Ancelotti a Radio Anch'io Sport.
Il Milan ha dovuto fare i conti con la vicenda di mercato che ha coinvolto Kakà, corteggiato dal ricchissimo Manchester City.

Il brasiliano ha deciso di rimanere in rossonero e la sua decisione sembra aver dato una spinta supplementare a tutta la squadra. ''Kakà non ha bisogno di ulteriori stimoli, ma l'affetto dimostrato negli ultimi tempi dal popolo rossonero gli ha dato enorme entusiasmo''.
''Kakà non ha mai chiesto nessun tipo di privilegio tattico: nel tempo, la sua posizione è cambiata. Quando è arrivato nel 2003, si trovava bene a giocare alle spalle di due attaccanti. Poi, viste anche le esigenze della squadra, si è spostato più avanti.
Lo scorso anno aveva qualche perplessità, ora invece predilige giocare da seconda punta. Quest'anno non lo ha fatto sempre, in particolare non lo ha fatto quando è stato impiegato anche Ronaldinho''.
Da circa un mese, Ancelotti gestisce anche David Beckham. L'inglese sta offrendo un rendimento forse superiore alle attese. ''Io sono paziente, talvolta anche bravo.

Ma non ho la capacità di prendere un giocatore e farlo entrare nella squadra: il merito è esclusivamente di Beckham'', dice il tecnico. ''E' una persona intelligente, è entrato nel Milan in punta di piedi ed è diventato un protagonista in tempi brevi. Offre qualità e equilibro alla squadra, la posizione che occupa nel nostro centrocampo è l'ideale per lui'', aggiunge.
Lo Spice Boy, secondo gli accordi, dovrebbe tornare negli Stati Uniti il 9 marzo per cominciare la preparazione con i Los Angeles Galaxy in vista della prossimo campionato a stelle e strisce.
Si intensificano, però, le voci secondo cui l'inglese potrebbe rimanere a Milano. ''Nel calcio tutto è possibile, il Milan non farà nessun tipo di pressione'', dice Ancelotti. ''E' una scelta che deve fare il giocatore, noi dobbiamo starne fuori. Beckham sa qual è il nostro desiderio: vogliamo che continui con noi, ma deve decidere in serenità. Se dovesse tornare in America, ci dispiacerebbe''.
Nessun dubbio, invece, sul futuro prossimo di Ancelotti, che ieri ha tagliato un traguardo prestigioso.
''Le 400 partite su una panchina come questa sono tanta roba''', dice. A chi lo paragona a Sir Alex Ferguson, da oltre 20 anni alla guida del Manchester United, risponde: ''Ferguson al Manchester fa un pò di tutto. Io voglio continuare a lavorare sul campo, è giusto che gli aspetti amministrativi siano competenza della societa'''.
Il sogno di Ancelotti è noto: ''Quando parlo di Spalletti e della panchina della Roma faccio solo battute. Non scherzo quando parlo del desiderio di allenare una Nazionale africana. Vorrei preparare un Mondiale e vorrei farlo con giocatori che hanno forza e qualità''.
26 / 01 / 2009
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